domenica, 25 Febbraio, 2024
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Le proteste degli agricoltori si diffondono anche in Belgio

Gli agricoltori tedeschi, polacchi, rumeni e francesi sono stati raggiunti dalle proteste degli agricoltori belgi venerdì e per tutto il fine settimana, con richieste simili a quelle dei loro colleghi europei.

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Gli agricoltori valloni hanno protestato questo fine settimana nell’ambito della campagna Trop is te veel (Troppo è troppo), guidata dalla Federazione vallone dell’agricoltura (FWA), per denunciare la situazione „soffocante” in cui si trovano attualmente.

Lo slogan francese „On marche sur la tête” („Camminiamo sulla nostra testa”) è stato ripreso dai belgi, che hanno anche rovesciato le insegne di alcune città all’ingresso.

Le proteste, che comprendono anche blocchi stradali, si sono finora svolte in modo pacifico.

„La gente non deve pagare [per questa situazione], e il nostro obiettivo è quello di essere costruttivi per far cambiare le cose”, ha dichiarato il principale sindacato degli agricoltori della Regione vallona, aggiungendo che l’obiettivo principale è quello di sensibilizzare i cittadini e i politici sulla loro situazione.

Gli agricoltori fiamminghi dovrebbero aderire nei prossimi giorni, mentre i valloni dovrebbero continuare le loro azioni durante la settimana.

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Si prevede che giovedì i manifestanti si dirigano a Bruxelles, dove si terrà un vertice straordinario del Consiglio europeo, come ha riferito domenica Europe 1.

La rabbia espressa dagli agricoltori belgi fa eco a quella degli agricoltori di Romania, Polonia, Germania, Paesi Bassi e Francia in vista delle cruciali elezioni europee di giugno, in cui si prevede che l’estrema destra ottenga dei risultati.

Le richieste

In Belgio, come in altre parti d’Europa, gli agricoltori chiedono un reddito dignitoso a fronte dell’aumento dei costi di produzione e del calo dei prezzi dei prodotti. Questa situazione non è economicamente sostenibile e non incoraggia i giovani a intraprendere la professione.

Gli agricoltori chiedono una legislazione che permetta al settore di essere „veramente sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale”, ha dichiarato la FWA in un comunicato stampa.

Gli agricoltori denunciano anche gli oneri amministrativi e la complessità delle politiche ambientali europee.

La FWA afferma che è „urgente ottenere una reale semplificazione amministrativa” e chiede una revisione „approfondita” della Politica agricola comune (PAC), nonché una „valutazione economica, ambientale e sociale da parte della Commissione europea dell’impatto di tutta la legislazione e dei vincoli che ha imposto al settore negli ultimi anni”.

Secondo gli agricoltori, il bilancio della PAC dovrebbe compensare tutti i vincoli e dovrebbe essere aumentato e indicizzato all’inflazione.

Allo stesso tempo, gli agricoltori criticano accordi come quello tra UE e Mercosur, condannando il fatto che l’UE importi prodotti che non soddisfano gli stessi standard che sono tenuti a rispettare in base alla legislazione europea. Chiedono il divieto di tali importazioni e l’introduzione di clausole speculari obbligatorie.

L’accesso alla terra e il trasferimento delle aziende agricole è un’altra questione chiave sollevata. Nel suo comunicato stampa, la FWA sottolinea „l’importanza di lavorare sul rinnovamento generazionale in agricoltura”, un problema non solo in Belgio ma anche in altri Stati membri come la Francia.

Risposta politica

Domenica, la FWA ha accolto con favore i „primi passi avanti” compiuti dopo l’annuncio del ministro dell’Agricoltura vallone Willy Borsus (MR, Renew) di istituire una task force che colleghi i livelli federale, regionale e comunitario per affrontare il problema del sovraccarico amministrativo.

Venerdì scorso, il ministro ha dichiarato che il dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, avviato il 25 gennaio, è un „opportunità” che deve essere „colta” per rispondere alle preoccupazioni degli agricoltori.

Gli agricoltori si sono recati anche a Bruxelles, dove hanno incontrato il ministro federale dell’Agricoltura David Clarinval (MR). Erano presenti anche FJA, FWA, dove l’Algemeen Boerensyndicaat (ABS) fiammingo e la Federazione Unitaria dei Gruppi di Allevatori e Agricoltori (FUGEA).

Per il ministro, le preoccupazioni degli agricoltori „devono essere affrontate a livello regionale, federale ed europeo”, citando „gli oneri amministrativi della nuova PAC, un bilancio insufficiente a garantire un reddito dignitoso, gli eccessivi vincoli ambientali previsti dal Green Deal e l’assenza di clausole specchio negli accordi internazionali di libero scambio”.

Ha inoltre insistito sul fatto che l’agricoltura dovrebbe essere considerata „un’attività strategica essenziale, non una variabile di aggiustamento per altre politiche, in particolare quelle ambientali e di bilancio”.

Fonte dell'articoloeuractiv.it
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