Nell’Unione europea, la produzione di grano è prevista in calo nella campagna 2026/27 rispetto al raccolto record dell’anno precedente.
Secondo le stime dell’addetto del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) a Madrid, il raccolto lordo potrebbe attestarsi a circa 136,8 milioni di tonnellate, rispetto ai 145,1 milioni di tonnellate della campagna 2025/26.
Le principali cause della riduzione sono il calo delle superfici seminate e delle rese. In particolare, la superficie coltivata a grano è stimata a 23,65 milioni di ettari rispetto ai 23,96 milioni di ettari dell’anno precedente, mentre la resa media potrebbe scendere a 5,78 t/ha, rispetto ai 6,06 t/ha.
Allo stesso tempo, gli analisti non escludono che il raccolto effettivo possa risultare superiore alle previsioni in presenza di condizioni climatiche favorevoli in primavera e all’inizio dell’estate.
In particolare, in Francia, lo stato delle colture è valutato migliore rispetto all’anno scorso, senza perdite significative dovute a fattori climatici.
Le importazioni di grano dell’UE sono previste in lieve aumento fino a 6,5 milioni di tonnellate, mentre le esportazioni dovrebbero rimanere stabili intorno ai 32 milioni di tonnellate.
I principali acquirenti sono il Nord Africa, il Medio Oriente e il Regno Unito.
Nonostante un aumento del consumo a 112,45 milioni di tonnellate, le scorte finali di grano nell’UE sono previste in calo fino a 18,98 milioni di tonnellate, segnalando un certo indebolimento dell’equilibrio di mercato dopo l’elevato raccolto della stagione precedente.



