L’escalation delle tensioni geopolitiche riporta il premio al rischio sui mercati agricoli internazionali, mentre le quotazioni di grano, mais e colza sono salite alla fine della scorsa settimana fino a sfiorare i livelli più elevati degli attuali contratti futures.
L’andamento dei mercati è alimentato sia dalle tensioni nella regione del Mar Nero e del Medio Oriente, sia dalle incertezze riguardanti i raccolti in Europa e negli Stati Uniti.
Il Mar Nero torna al centro dell’attenzione
Una delle principali fonti di preoccupazione per il mercato continua a essere la situazione nella regione del Mar Nero, una delle aree più importanti per il commercio mondiale dei cereali.
La chiusura dello Stretto di Kerč, che collega il Mar d’Azov al Mar Nero, rallenta le esportazioni della Russia, il maggiore esportatore mondiale di grano.
Allo stesso tempo, gli attacchi contro il porto di Odessa continuano a ostacolare le attività degli esportatori ucraini, riducendo la fluidità delle spedizioni dalla regione.
Questi sviluppi aumentano l’incertezza sull’approvvigionamento del mercato mondiale e sostengono i prezzi dei cereali sulle borse internazionali, sottolinea Agritel.
Parallelamente, l’escalation del conflitto in Medio Oriente e i rischi per il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz hanno riportato sotto pressione anche il mercato energetico.
Il prezzo del petrolio si è nuovamente avvicinato agli 85 dollari al barile, influenzando indirettamente anche i mercati agricoli attraverso l’aumento dei costi logistici e della domanda di biocarburanti.
La raccolta del grano in Francia è quasi conclusa, ma il mais desta preoccupazione
In Francia, la campagna di raccolta del grano procede rapidamente. Secondo FranceAgriMer, al 13 luglio era stato raccolto il 92% delle superfici coltivate a grano, confermando il carattere precoce della campagna 2026.
L’attenzione del mercato si sposta ora sul mais, le cui prospettive appaiono decisamente più preoccupanti.
La siccità e le temperature elevate continuano a penalizzare le colture, mentre le condizioni dei campi si sono deteriorate sensibilmente. Solo il 41% delle superfici a mais è valutato in condizioni buone o molto buone, contro il 72% registrato nello stesso periodo dello scorso anno.
In questo contesto, gli analisti avvertono che la Francia potrebbe registrare il raccolto di mais più scarso dall’inizio del secolo, riducendo la disponibilità di cereali sul mercato europeo e mantenendo la pressione sui prezzi.
Elevata attività su Euronext
Le ultime sedute di contrattazione sono state caratterizzate da volumi elevati sulla borsa Euronext, sostenuti dalle operazioni di copertura del rischio (hedging), dal riposizionamento degli investitori e dal ritorno di alcuni fondi di investimento sul mercato.
Questo rinnovato interesse riflette l’elevato livello di incertezza e le aspettative di una maggiore volatilità nelle prossime settimane.
La domanda estera e i biocarburanti sostengono il mercato statunitense
Anche il mercato statunitense è stato influenzato dal contesto geopolitico ed energetico.
L’aumento dei prezzi dell’energia favorisce l’impiego del mais per la produzione di etanolo e della soia per il biodiesel, contribuendo a sostenere la domanda di queste colture.
Allo stesso tempo, le esportazioni statunitensi di soia hanno ricevuto un importante impulso. Alla fine della settimana sono state annunciate tre operazioni di vendita di rilievo:
- 340.000 tonnellate destinate alla Cina;
- 256.634 tonnellate destinate al Messico;
- 110.000 tonnellate destinate a una destinazione non dichiarata.
Oltre ai fattori geopolitici, gli investitori seguono con grande attenzione anche l’evoluzione delle condizioni meteorologiche negli Stati Uniti.
Attualmente, mais e soia si trovano nella fase di fioritura, uno degli stadi più importanti per la determinazione della produzione finale. Qualsiasi episodio di temperature estreme o di marcata carenza di precipitazioni in questo periodo potrebbe ridurre significativamente le rese.
Nel contesto attuale, in cui il mercato è già sotto pressione a causa dei problemi logistici nel Mar Nero e dei rischi geopolitici, eventuali criticità climatiche negli Stati Uniti potrebbero amplificare la volatilità e continuare a sostenere le quotazioni di cereali e semi oleosi.



