Aprile è iniziato ieri con un calo generalizzato su tutti i mercati dei cereali. Il principale motivo è rappresentato da una nuova diminuzione del prezzo del petrolio, sceso nuovamente sotto i 100 dollari al barile a New York e Londra, sullo sfondo dell’ottimismo per una possibile conclusione a breve del conflitto con l’Iran, alimentato dalle dichiarazioni del presidente Trump su un ritiro degli Stati Uniti “molto presto”.
Il calo è stato più marcato per i cereali e la colza nell’Unione Europea, nel contesto di un forte apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro. Il cambio è tornato ieri nell’area di 1,1630, testando il livello di resistenza.
Tuttavia, il tanto atteso discorso di Donald Trump, tenuto durante la notte, ha cambiato completamente il sentiment del mercato.
Il presidente degli Stati Uniti ha avvertito che l’Iran sarà colpito “estremamente duramente” per altre 2–3 settimane, senza menzionare la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Dietro il messaggio di vittoria, non è stata annunciata una fine del conflitto, il che mantiene elevato il rischio geopolitico.
Come reazione immediata, il prezzo del petrolio è aumentato bruscamente, recuperando in pochi minuti le perdite precedenti. Le quotazioni sono salite a oltre 105 dollari per il WTI (New York) e oltre 107 dollari al barile per il Brent (Londra). Parallelamente, il cambio euro/dollaro è sceso verso 1,1530.
Allo stesso tempo, il mercato rimane influenzato da fattori commerciali e fondamentali. Per il grano, persiste il problema della competitività all’export del grano francese, sia alla fine della campagna attuale sia all’inizio del nuovo raccolto.
Nel caso della colza, l’attenzione è concentrata sulle condizioni meteorologiche fredde e umide, sfavorevoli a una fioritura adeguata.
L’ottimismo precedente della stampa americana e le dichiarazioni più moderate di Trump prima del discorso avevano portato a un allentamento del mercato petrolifero negli Stati Uniti, influenzando nella stessa direzione anche il mercato dei cereali di Chicago.
I fondi di investimento sono stati venditori su tutti i prodotti nella sessione di ieri a Chicago. Il calo è stato più pronunciato per il grano rispetto al mais e alla soia.
Oltre alla volatilità geopolitica, il mercato è influenzato anche dalle condizioni meteo per il grano americano HRW.
Il ritorno di piogge favorevoli nelle prossime due settimane offre un certo grado di tranquillità agli operatori, anche se l’area critica dell’ovest del Kansas riceverà quantità ridotte di precipitazioni.



