lunedì, 20 Luglio, 2026
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I mercati agricoli globali tornano a correre dopo l’accordo USA-Cina sul commercio agricolo

Dopo un lungo periodo in cui i mercati agricoli si erano mossi in modo relativamente stabile, l’inizio di questa settimana ha riportato forte volatilità sulle borse internazionali.

Grano, mais e soia hanno registrato forti rialzi sia in Europa che negli Stati Uniti, mentre gli investitori hanno reagito rapidamente a un annuncio che potrebbe cambiare la direzione del commercio agricolo mondiale nei prossimi anni.

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Al centro dell’attenzione c’è il nuovo accordo commerciale annunciato dagli Stati Uniti e dalla Cina, secondo il quale Pechino dovrebbe acquistare prodotti agricoli americani per un valore di 17 miliardi di dollari all’anno nel periodo 2026–2028.

Questi volumi si aggiungono agli impegni già esistenti, stimati in circa 25 milioni di tonnellate annue, riportando così la Cina tra i maggiori importatori mondiali di cereali e semi oleosi, ai livelli osservati all’inizio del decennio scorso.

I mercati hanno reagito immediatamente all’annuncio degli Stati Uniti

Anche se le autorità cinesi non hanno ancora confermato ufficialmente l’accordo, i mercati internazionali non hanno atteso ulteriori chiarimenti. Trader e fondi speculativi hanno reagito subito, e gli acquisti aggressivi hanno spinto rapidamente le quotazioni verso l’alto.

In Europa, il grano e il mais scambiati su Euronext hanno recuperato una parte importante delle pesanti perdite registrate la settimana scorsa.

Il clima sui mercati è cambiato in pochissimo tempo, e il timore degli investitori di perdere l’inizio di una nuova tendenza rialzista ha amplificato ulteriormente i movimenti di borsa.

I rialzi non sono stati sostenuti solo dall’accordo commerciale. Diversi fattori esterni hanno contribuito al recupero del mercato:

  • il petrolio rimane su livelli elevati a causa della riduzione delle scorte mondiali;
  • l’euro continua a essere debole rispetto al dollaro, favorendo la competitività delle esportazioni europee;
  • i fondi d’investimento hanno intensificato gli acquisti sul mercato della soia a Chicago.

Anche il mercato europeo della colza ha ricevuto un forte impulso. I contratti scambiati su Euronext hanno chiuso la sessione ai nuovi massimi di scadenza, segno che l’interesse per i semi oleosi resta molto elevato.

Le tensioni geopolitiche continuano a influenzare i mercati agricoli

Parallelamente agli sviluppi commerciali, i mercati seguono con attenzione anche la situazione geopolitica in Medio Oriente, che ha un impatto diretto sul petrolio e, di conseguenza, sulle materie prime agricole.

Un elemento che ha temporaneamente calmato il mercato è stata la dichiarazione di Donald Trump sul rinvio di una possibile azione militare contro l’Iran.

Secondo il presidente americano, la decisione è stata presa su richiesta degli Stati del Golfo. Questo annuncio ha ridotto parzialmente le tensioni sul mercato energetico, ma i trader restano prudenti, poiché qualsiasi escalation regionale potrebbe influenzare rapidamente i costi energetici e i flussi commerciali globali.

Il mercato americano è esploso dopo il ritorno dei fondi speculativi

Negli Stati Uniti, la reazione del mercato è stata ancora più forte rispetto all’Europa. Alla fine della scorsa settimana, gli investitori erano rimasti delusi dal fatto che la visita di Donald Trump in Cina non avesse prodotto annunci concreti sul fronte agricolo.

Molti di loro avevano liquidato le proprie posizioni, provocando forti ribassi in borsa.

La situazione è cambiata radicalmente dopo l’annuncio dell’accordo commerciale. I fondi speculativi sono tornati massicciamente agli acquisti, e il mercato dei cereali ha iniziato la settimana con una delle sessioni più forti degli ultimi anni.

L’andamento più spettacolare è stato registrato dal mais, che ha segnato la migliore performance giornaliera degli ultimi quasi tre anni.

Anche il grano e la soia sono saliti fortemente, sostenuti dall’ottimismo legato alle future esportazioni americane verso la Cina.

L’USDA conferma il peggioramento delle colture di grano invernale

Dopo la chiusura delle borse, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha pubblicato il rapporto settimanale “Crop Progress”, uno dei documenti più seguiti da trader e trasformatori.

Il rapporto contiene dati preoccupanti per le colture di grano invernale negli Stati Uniti. Solo il 27% delle superfici è valutato come “buono o eccellente”, il livello più basso registrato dal 1996.

Allo stesso tempo, la categoria delle colture considerate “scarse o molto scarse” è aumentata di altri 3 punti percentuali in una sola settimana, raggiungendo il 43%, il livello più alto dal 2014.

Questi dati alimentano le preoccupazioni sulla produzione americana di grano e forniscono ulteriore sostegno alle quotazioni di mercato.

La situazione delle colture primaverili è invece molto migliore

Se il grano invernale desta preoccupazioni, le colture primaverili appaiono, per il momento, in condizioni molto migliori. La semina del grano primaverile ha raggiunto il 73% delle superfici, superando le aspettative del mercato e la media pluriennale.

Anche l’emergenza delle colture procede più rapidamente del normale. Anche per mais e soia il ritmo dei lavori è molto positivo:

  • il 76% della superficie prevista a mais è già stato seminato;
  • il 67% della superficie destinata alla soia è stato seminato;
  • l’emergenza ha raggiunto il 39% per il mais e il 32% per la soia, sopra la media degli ultimi anni.

Questi dati limitano, almeno per ora, la possibilità di rialzi esplosivi del mercato, poiché le prospettive per il nuovo raccolto americano restano favorevoli.

Le prossime settimane saranno decisive per la direzione del mercato

Il mercato dei cereali entra quindi in una fase in cui ogni informazione relativa al commercio internazionale, al clima, alla geopolitica o all’andamento delle colture può generare forti reazioni sulle borse.

I trader seguono ora soprattutto tre aspetti:

  • la conferma ufficiale dell’accordo tra Stati Uniti e Cina;
  • l’evoluzione del clima nelle principali regioni agricole americane;
  • lo stato delle colture di grano colpite da siccità e alte temperature.

Allo stesso tempo, l’andamento del petrolio e il rapporto euro/dollaro continueranno a influenzare la competitività delle esportazioni e la dinamica dei prezzi agricoli a livello mondiale.

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