lunedì, 20 Luglio, 2026
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Borsa agricola: Chicago chiude in rosso, l’Europa monitora l’impatto delle piogge sul grano

Nonostante il giovedì dell’Ascensione abbia portato una giornata festiva in gran parte dell’Europa, i contratti su Euronext sono rimasti aperti alle contrattazioni.

Gli scambi fisici sono stati quasi bloccati nel nord Europa, ma i volumi in borsa sono rimasti significativi: 1.979 lotti di mais, 10.650 lotti di colza e 68.721 lotti di grano tenero.

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L’influenza del mercato americano ha dominato l’andamento europeo

Il mercato europeo è stato influenzato principalmente dagli sviluppi negli Stati Uniti, dove Chicago ha registrato una forte sessione di prese di profitto dopo i rialzi considerati eccessivi seguiti al rapporto USDA pubblicato martedì sera.

Su Euronext, tuttavia, la correzione ribassista è stata limitata. Un fattore di sostegno è arrivato dal mercato valutario: il cambio euro/dollaro è sceso sotto quota 1,1650, dopo aver aperto la settimana a 1,1790, raggiungendo il livello più basso dall’8 aprile.

Petrolio caro e dollaro forte mantengono pressione sui mercati

Il persistente blocco nello Stretto di Hormuz continua a sostenere il prezzo del petrolio, con il WTI sopra i 102 dollari al barile.

Questa evoluzione alimenta le pressioni inflazionistiche, soprattutto negli Stati Uniti, dove aumenta la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della FED.

Di conseguenza, il dollaro si rafforza, influenzando direttamente la competitività delle materie prime agricole sui mercati internazionali.

Nell’Europa occidentale le piogge passano da sollievo a motivo di preoccupazione

Dopo che l’inizio del mese aveva portato piogge attese dagli agricoltori, le discussioni sul campo sono rapidamente cambiate.

In alcune regioni dell’Europa occidentale, l’eccesso di precipitazioni durante la fioritura del grano solleva dubbi sulla qualità e sulle rese.

Inoltre, le basse temperature, talvolta accompagnate da gelate, aumentano l’incertezza per le colture nelle fasi più sensibili.

Chicago chiude in calo a causa delle massicce liquidazioni dei fondi

Sul mercato americano, la giornata è stata caratterizzata da una correzione generalizzata su tutti i prodotti agricoli.

Mais, soia e, in misura minore, grano sono stati colpiti da massicce liquidazioni di posizioni da parte dei fondi.

Tra i fattori che hanno innescato il movimento figurano l’eccessivo entusiasmo seguito all’ultimo rapporto USDA e il raggiungimento di importanti livelli tecnici di resistenza.

Tuttavia, l’elemento che ha pesato maggiormente sul sentiment del mercato è stata la visita di Stato del presidente Trump in Cina, che non ha portato annunci di nuovi acquisti cinesi di prodotti agricoli statunitensi.

Soia e mais penalizzati dall’assenza di ordini cinesi

Il mercato della soia ha reagito in modo più evidente alla mancanza di segnali d’acquisto da parte della Cina, soprattutto per la vecchia campagna.

In misura minore, anche il mais ha risentito di questa delusione. Per i trader, l’assenza di nuovi impegni commerciali ha raffreddato l’ottimismo emerso dopo il rapporto USDA.

Le piogge nelle Grandi Pianure calmano temporaneamente il mercato del grano

Il ritorno atteso delle piogge nelle Grandi Pianure degli Stati Uniti ha portato un certo sollievo psicologico al mercato del grano. Tuttavia, i danni sul campo sono già confermati.

Il crop tour del Wheat Quality Council in Kansas indica un potenziale debole per il grano HRW.

La resa è stimata a 38,9 bushel per acro, molto vicina ai 37,0 bushel per acro previsti dall’USDA, ma inferiore alla media degli ultimi cinque anni di 45,5 bushel. Questa differenza conferma un’annata difficile per il grano invernale americano.

Le vendite settimanali all’export pubblicate dall’USDA

L’USDA ha pubblicato anche i dati sulle vendite settimanali all’export degli Stati Uniti. Per il grano, le vendite sono state pari a 133.500 tonnellate per la campagna 2025/2026 e 221.100 tonnellate per il 2026/2027.

Per il mais, il volume riportato per la campagna 2025/2026 è stato di 684.800 tonnellate, mentre per la soia di 102.100 tonnellate.

Il mercato cerealicolo resta in un equilibrio fragile, influenzato contemporaneamente dalle correzioni speculative di Chicago, dall’andamento del dollaro, dalle tensioni sul mercato petrolifero e dai rischi climatici nelle principali regioni produttrici.

In Europa, l’attenzione si concentra sull’impatto delle piogge eccessive e delle basse temperature sul grano, mentre negli Stati Uniti la pressione deriva dall’assenza di nuovi acquisti cinesi e dalle deboli prospettive per il grano HRW.

La Redazione
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