Il raccolto di colza dell’Unione Europea nel 2026 potrebbe essere inferiore alle stime precedenti a causa della prolungata siccità e delle ondate di calore che hanno colpito gran parte del continente.
Gli analisti di Oil World hanno rivisto al ribasso la previsione della produzione di colza nell’UE, portandola a 20,4 milioni di tonnellate, avvertendo che, qualora le condizioni meteorologiche dovessero peggiorare ulteriormente, le perdite di raccolto potrebbero risultare ancora più consistenti.
Le revisioni più significative riguardano la Polonia e la Repubblica Ceca. In Polonia, la superficie coltivata a colza è stimata in 1,02 milioni di ettari, rispetto agli 1,1 milioni di ettari dell’anno precedente, mentre la previsione del raccolto è stata ridotta a 3,3 milioni di tonnellate, contro i 3,63 milioni di tonnellate del 2025.
Nella Repubblica Ceca, la superficie coltivata è stimata in 0,33 milioni di ettari, in calo rispetto agli 0,36 milioni di ettari dell’anno scorso. Tale riduzione è compensata solo parzialmente dall’espansione delle superfici coltivate in Danimarca.
Anche i primi risultati della campagna di raccolta confermano un peggioramento della situazione. Nella Repubblica Ceca, a metà luglio era stato raccolto circa l’11% delle superfici coltivate a colza, con un ritmo sensibilmente più rapido rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Tuttavia, le rese ottenute sono risultate inferiori alle aspettative. Una tendenza analoga si registra anche in Ungheria, Bulgaria e Romania, dove le condizioni meteorologiche hanno inciso negativamente sul potenziale produttivo.
La riduzione della produzione nei principali Paesi produttori dell’Unione Europea potrebbe intensificare la concorrenza per i quantitativi di colza destinati all’esportazione.
Questa situazione rappresenta un rischio per l’industria europea della trasformazione, che potrebbe trovarsi ad affrontare una disponibilità limitata di materia prima e una crescita più lenta dei volumi di lavorazione nella campagna 2026/2027.
L’evoluzione del mercato mondiale della colza dipenderà non solo dal raccolto europeo, ma anche dalle prospettive della produzione di canola in Australia e da un possibile ripristino delle importazioni di colza e canola da parte della Cina.
Se il raccolto australiano dovesse diminuire e la domanda cinese tornasse a crescere, la concorrenza per i volumi destinati all’esportazione potrebbe intensificarsi ulteriormente, sostenendo così i prezzi sul mercato mondiale.



