venerdì, 17 Luglio, 2026
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Germania: la DRV taglia di 1,4 milioni di tonnellate le stime del raccolto cerealicolo 2026

L’Associazione delle Cooperative Agricole Tedesche (DRV) ha ridotto la previsione della produzione cerealicola della Germania per il 2026 a 42,7 milioni di tonnellate, ovvero 1,4 milioni di tonnellate in meno rispetto alla stima di giugno e il 5,6% in meno rispetto al raccolto dello scorso anno.

La revisione al ribasso riflette gli effetti delle intense ondate di calore, che hanno accelerato la maturazione delle colture, in particolare del frumento invernale.

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Secondo la DRV, le temperature elevate hanno ridotto sia il numero di cariossidi per spiga, sia la dimensione dei chicchi. La resa media è diminuita da 7,55 a 7,03 t/ha, mentre l’aumento della superficie coltivata non è stato sufficiente a compensare il calo della produttività. L’orzo invernale è stato la coltura meno colpita, poiché era ormai giunto a maturazione prima dell’arrivo delle temperature più elevate.

La produzione di frumento invernale è stimata a 22,57 milioni di tonnellate, con un calo dell’11,7% rispetto all’anno precedente.

La produzione complessiva di frumento è prevista in calo del 5,4%, mentre il raccolto di mais dovrebbe diminuire dell’8,1% a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli.

Le prospettive per la colza risultano invece più stabili. Sebbene le rese siano attese in diminuzione da 3,65 a 3,52 t/ha, un aumento del 5% della superficie coltivata, fino a 1,14 milioni di ettari, dovrebbe portare la produzione a circa 4,03 milioni di tonnellate, leggermente superiore ai 3,97 milioni di tonnellate dello scorso anno.

Secondo la DRV, la crescente frequenza delle ondate di calore impone agli agricoltori di adattare le proprie pratiche produttive.

Tra le principali misure figurano l’adozione di varietà tolleranti alla siccità e alle alte temperature e l’espansione dei sistemi di semina su sodo (no-till), che contribuiscono a conservare l’umidità del suolo e ad aumentare la resilienza delle colture agli eventi climatici estremi.

La Redazione
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