domenica, 19 Luglio, 2026
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Vino: vendemmia 2025, il Veneto primeggia ma calano prezzi delle uve

Il settore vitivinicolo regionale veneto conferma il primato produttivo a livello nazionale. Contrastante l’andamento delle quotazioni tra le varie province.

I dazi statunitensi e le condizioni climatiche imprevedibili non scoraggiano il settore vitivinicolo regionale: le stime sulla vendemmia 2025 collocano ancora una volta il Veneto in cima alle classifiche nazionali, seppur i prezzi delle uve siano in calo rispetto al 2024.

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A sottolinearlo il report di Veneto Agricoltura, da cui spiccano in particolare due dati: con una previsione di produzione di circa 12 milioni di hl, in incremento del 2% sul 2024, il Veneto si appresta a riconfermarsi la prima regione produttrice di vino in Italia, mentre, con una quotazione media di 0,66 euro/kg, le uve alla base di questo primato fanno segnare una leggera diminuzione dei prezzi (-0,5% sul 2024).

Se gli aspetti produttivi e di mercato verranno approfonditi più nel dettaglio durante il tradizionale evento di gennaio organizzato da Veneto Agricoltura, l’incontro conclusivo del Trittico Vitivinicolo, il quadro dei prezzi è invece già definitivo.

E ad emergere, nonostante gli incrementi relativi alle uve biologiche accomunino tutto il Veneto (+ 30% per le bianche, +40% per le rosse sul 2024), è un andamento contrastante tra le province prese in analisi.

Treviso e Verona, entrambe con 0,72 €/kg, condividono la leadership delle quotazioni dell’uva in generale, pur evidenziando tendenze opposte: la prima presenta un rialzo rispetto al 2024 del 4,1%, mentre la seconda registra un calo del 4,9%.

Più stabili i prezzi medi delle uve padovane che, a fronte di una quotazione di 0,52 €/kg, mostrano una crescita annua dello 0,6%.

Situazione analoga se ci si focalizza esclusivamente sui versanti DOC e IGT. La crescita trevigiana è guidata dal Refosco DOC (0,55 €/kg, +37,5%) e dai forti incrementi che hanno caratterizzato alcune IGT (Merlot +43%, Cabernet +35%, Refosco +33%), decisivi per fissare le quotazioni medie a 0,90 €/kg per le DOC (+1,3% sul 2024) e a 0,48 €/kg per le IGT (+11,6%).

I cali veronesi sono invece principalmente ascrivibili al comparto DOC (0,81 €/kg, -7%), dove Bardolino comune (+5,3%) e Custoza (+5,6%) hanno mitigato il -34,8% del Valpolicella zona classica, perché i prezzi medi dell’IGT perdono solo l’1,8% sul 2024: qui il +5,9% del Cabernet ha fatto la differenza.

La Redazione
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