Più tempo e fondi per i viticoltori, azioni tempestive contro perturbazioni del mercato e flessibilità sulle etichette.
Queste alcune delle richieste della commissione Agricoltura (Agri) del Parlamento europeo sul pacchetto di misure di sostegno al settore vino contenute in una relazione approvata con 43 voti favorevoli e 2 astensioni.
Cuore del pacchetto legislativo presentato a marzo scorso dalla Commissione Ue è la proposta di rendere più „attraenti e familiari” denominazioni dei vini a bassa gradazione o analcolici, proponendo termini come „alcol free”, „0,0%” o „alcol light”.
Gli eurodeputati propongono di usare il termine „analcolico” accompagnato dall’espressione 0,0% se la gradazione alcolica del prodotto non supera lo 0,05% in volume.
I prodotti la cui gradazione alcolica è pari o superiore allo 0,5% e inferiore di almeno il 30% alla gradazione alcolica della loro categoria dovrebbero essere etichettati come prodotti a ‘gradazione alcolica ridotta’ (reduced alcohol).
Tra le altre cose, gli eurodeputati spingono affinché i viticoltori possano beneficiare di un anno aggiuntivo per piantare o reimpiantare vitigni autorizzati in caso di forza maggiore o circostanze eccezionali, come calamità naturali o epidemie fitosanitarie.
Viene inoltre alzato al 30% (dal 20% della proposta Ue) il tetto di pagamenti nazionali per la distillazione di crisi e la vendemmia verde.
In caso di improvvise perturbazioni del mercato, la relazione insiste ad affidare alla Commissione europea il compito di intervenire immediatamente, ad esempio sospendendo temporaneamente le importazioni o introducendo regimi di riduzione volontaria della produzione.
La commissione Agri ha deciso di avviare i colloqui con i Paesi dell’UE sulla versione definitiva della legislazione. Il mandato sarà annunciato nella sessione plenaria del 12-13 novembre a Bruxelles. Un primo incontro negoziale con il Consiglio Ue potrebbe tenersi il 4 dicembre.



