martedì, 21 Luglio, 2026
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Mercato mondiale dei mirtilli: i consumi crescono e il segmento premium guadagna terreno

Il mercato globale dei mirtilli sta attraversando una fase di crescita sostenuta dei consumi, mentre l’offerta continua a essere influenzata dalle condizioni climatiche e dalla transizione verso varietà premium.

Nella maggior parte delle regioni la domanda rimane forte e i produttori investono sempre di più in nuove genetiche, qualità superiore ed espansione delle opportunità di esportazione.

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La domanda globale continua a crescere

Una delle tendenze più importanti è la crescita costante del consumo di mirtilli a livello mondiale.

In Europa, il consumo è in aumento e la Francia prevede di incrementare la produzione proprio per soddisfare una domanda in continua espansione. In Italia, i mirtilli sono diventati un prodotto sempre più presente nel carrello della spesa dei consumatori:

  • Il 35% delle famiglie acquista mirtilli;
  • la frequenza media di acquisto ha raggiunto 7,5 volte all’anno;
  • la spesa media per acquisto supera ormai 3,60 euro;
  • anche la quantità acquistata per singola transazione è in aumento.

In Egitto, mercato ancora emergente per questa categoria, le vendite di mirtilli dovrebbero aumentare del 60% nel corso dell’anno, a dimostrazione del crescente interesse dei consumatori anche al di fuori dei mercati tradizionali.

La stagionalità dei consumi diventa più marcata

In Italia si osserva una trasformazione significativa: il consumo sta diventando sempre più stagionale.

Il periodo di maggiore penetrazione del prodotto sul mercato si estende ormai da febbraio a settembre, con un picco particolarmente forte tra maggio e luglio.

Questo suggerisce che i consumatori percepiscono sempre più i mirtilli come un frutto stagionale di fascia alta, al pari di ciliegie e fragole.

La grande distribuzione organizzata resta il principale canale di vendita, grazie alle esigenze di confezionamento, conservazione e gestione del prodotto.

I cambiamenti climatici influenzano sempre di più il settore

Un elemento comune a quasi tutte le aree produttive è l’impatto crescente delle condizioni meteorologiche. In Marocco e Spagna:

  • le forti piogge hanno ridotto la consistenza dei frutti;
  • sono aumentati i fenomeni di spaccatura;
  • la shelf life si è ridotta;
  • la produzione è partita in ritardo e con volumi inferiori alle attese.

In Nord America, le gelate nel sud-est degli Stati Uniti hanno ritardato l’avvio della stagione.

In Perù, il fenomeno El Niño continua a rappresentare una minaccia, poiché le temperature elevate stanno influenzando la varietà Ventura e potrebbero ritardare l’inizio della raccolta fino a un mese.

In Sudafrica, le inondazioni nelle province del Capo Occidentale e del Capo Orientale potrebbero influire sulla disponibilità futura del prodotto.

Il clima sta diventando uno dei principali fattori che determinano sia i volumi sia la qualità dei mirtilli.

L’offerta europea resta limitata

L’Europa continua a confrontarsi con una disponibilità inferiore rispetto agli anni precedenti. In Spagna e Marocco:

  • la produzione è stata penalizzata dalle condizioni climatiche;
  • i volumi sono rimasti sotto le aspettative;
  • i prezzi si sono mantenuti superiori a quelli dello scorso anno.

La Germania segnala inoltre problemi qualitativi nei mirtilli spagnoli a causa delle elevate temperature.

Al contrario, la Francia prevede una buona stagione, con volumi stabili o in aumento, mentre l’Italia beneficia di condizioni favorevoli e dell’assenza di gelate.

Le varietà premium diventano il nuovo punto di riferimento

Probabilmente la tendenza più rilevante del settore è la crescente attenzione verso le varietà premium. In tutti i principali Paesi esportatori si investe in:

  • frutti di maggiore calibro;
  • migliore consistenza;
  • sapore più intenso;
  • maggiore durata post-raccolta;
  • migliore presentazione commerciale.

Il Messico punta su varietà come Sekoya e Amalia Rose, mentre in Germania cresce l’interesse per Draper e Sekoya, a discapito della tradizionale Bluecrop.

In Italia, i programmi di rinnovo varietale stanno già producendo risultati positivi in termini di produttività e qualità.

La competizione nel mercato dei mirtilli si sta spostando dal volume alla qualità e alla differenziazione varietale.

Il segmento premium continua a espandersi

I dati provenienti dal Cile mostrano che il segmento premium continua a crescere rapidamente +7-8% all’anno negli Stati Uniti, crescita a doppia cifra in Europa.

Un dato particolarmente importante è che non emergono ancora segnali di eccesso di offerta nella fascia premium.

Questo significa che i produttori in grado di offrire frutti con sapore superiore, calibro elevato e buona conservabilità continuano a beneficiare di prezzi interessanti.

Le esportazioni diventano sempre più diversificate

I Paesi esportatori stanno cercando nuovi mercati per ridurre la dipendenza dalle destinazioni tradizionali. Tra gli esempi più significativi:

  • il Giappone sta diventando un mercato strategico per il Messico, con esportazioni cresciute del 250% in una sola stagione;
  • il Perù destina già il 15% della produzione alla Cina;
  • il Sudafrica amplia la presenza in Medio Oriente e Asia;
  • la Cina continua a influenzare gli standard qualitativi dell’intero settore.

Permangono tuttavia alcune barriere fitosanitarie che limitano l’accesso a determinati mercati, come nel caso della Colombia verso gli Stati Uniti.

I mercati interni acquistano maggiore importanza

La Colombia rappresenta un esempio interessante di sviluppo del consumo domestico.

Sebbene la produzione abbia superato le 12.000 tonnellate, il 95% del volume viene assorbito dal mercato interno, dove i prezzi risultano più remunerativi rispetto all’export:

  • mercato interno: circa 8,70 euro/kg;
  • mercato internazionale: circa 5,65-6,52 euro/kg.

Questa situazione dimostra come la crescita dei consumi nazionali possa rappresentare un’alternativa economicamente vantaggiosa all’esportazione.

Andamento dei prezzi

L’evoluzione dei prezzi varia a seconda delle regioni, ma emergono alcune conclusioni comuni:

  • in Europa i prezzi sono sostenuti dalla limitata disponibilità di prodotto;
  • in Italia il prezzo medio all’ingrosso ha raggiunto 11 euro/kg nel mese di maggio;
  • in Sudafrica i prezzi sono elevati a inizio stagione, ma sono previsti in calo con l’aumento dei volumi;
  • in Nord America il mercato rimane stabile grazie alla crescita della produzione domestica.

Il mercato globale non mostra segnali di forte pressione al ribasso sui prezzi nel 2026, poiché la domanda continua a crescere più rapidamente dell’offerta disponibile di frutti premium.

Analisi elaborata sulla base delle informazioni pubblicate da FreshPlaza.

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