Nel mese di dicembre, le esportazioni di mais hanno raggiunto 2,2 milioni di tonnellate, con il bacino del Mediterraneo e l’Unione europea come principali destinazioni, che insieme hanno rappresentato oltre il 60% delle forniture totali.
I volumi maggiori sono stati spediti verso la Turchia (722,9 mila tonnellate) e l’Italia (456,3 mila tonnellate), a conferma del ruolo dominante dell’Europa e dei Paesi del Mediterraneo come principali mercati di sbocco.
L’Asia ha fornito una quota più ridotta, ma comunque rilevante, in particolare la Corea del Sud (101,6 mila tonnellate) e la Cina (58,0 mila tonnellate).
I porti marittimi hanno gradualmente iniziato a riprendere le operazioni in condizioni di intensi bombardamenti da parte dell’aggressore, adattandosi alla riduzione della tensione elettrica e compensando la carenza di energia mediante l’installazione di generatori diesel.
L’aumento delle portate idriche ha portato a carenze temporanee nei porti, poiché i fornitori hanno rinviato le spedizioni durante il periodo festivo e a causa dell’incertezza sul funzionamento dei porti dopo gli attacchi missilistici.
L’indice dei prezzi spot del mais consegnato CPT-porto (30 giorni) è salito a 206 dollari, 2 dollari in più rispetto alla chiusura della settimana precedente.
Il mercato al confine occidentale si trova in una fase di bassa attività a causa delle festività. I prezzi nominali sono rimasti a 180 euro FCA Chop per consegne nel periodo febbraio–maggio.



