Per la campagna agricola 2026, la semina della colza autunnale si è conclusa su una superficie di 156,5 mila ettari, in aumento del 55% rispetto all’anno precedente.
L’espansione è significativa e indica la fiducia degli agricoltori nella colza come strumento di gestione del rischio, soprattutto in confronto alle colture cerealicole, in particolare il mais.
La principale incognita rimane l’evoluzione delle condizioni meteorologiche durante l’inverno. Gli agricoltori puntano sulla ripetizione delle condizioni favorevoli dell’inverno scorso e sperano in perdite minime.
All’inizio di dicembre, la Bulgaria ha importato i primi volumi di colza dal Canada. Le importazioni totali di colza nella stagione 2025/26 (luglio–dicembre 2025) ammontano a 133,6 mila tonnellate, un livello vicino a quello della stagione precedente.
Il volume relativamente moderato delle importazioni suggerisce un approccio prudente nella stagione in corso, con i trasformatori in attesa di segnali più chiari dal mercato dell’Unione Europea.
Secondo UkrAgroConsult, la Bulgaria ha importato 14,5 mila tonnellate di olio di colza dall’Ucraina a dicembre e 13,8 mila tonnellate a novembre.
Allo stesso tempo, all’inizio di dicembre, gli impianti di trasformazione in Bulgaria hanno continuato la lavorazione della colza a un ritmo di 1,2–1,5 mila tonnellate a settimana, al di sotto dei livelli delle stagioni precedenti, quando l’attività si intensificava già a partire dal mese di novembre.
Il rallentamento della trasformazione della colza in Bulgaria è legato al contesto più ampio del mercato europeo.
Il Canada ha reindirizzato i flussi di canola verso l’UE, sulla scia di un raccolto elevato nel 2025, mentre la domanda da parte di Stati Uniti e Cina è debole. Oltre ai semi, il Canada ha intensificato anche le esportazioni di farina di colza verso l’UE.
Di conseguenza, i prezzi globali dell’olio di colza e della farina sono in una tendenza discendente.
Le importazioni massicce di farina in Bulgaria creano una forte concorrenza per i prodotti ottenuti localmente, mentre l’aumento delle importazioni di olio di colza dall’Ucraina conferma la pressione esercitata sui trasformatori interni.
Le evoluzioni future del mercato dipenderanno in larga misura dalle relazioni commerciali del Canada con Stati Uniti e Cina. Qualsiasi cambiamento in queste direzioni potrebbe rapidamente reindirizzare i volumi di colza, olio e farina al di fuori dell’UE.
Un’altra grande incertezza rimane la prospettiva delle importazioni di colza dall’Australia verso l’Unione Europea, che potrebbe influenzare in modo significativo l’equilibrio del mercato nei prossimi mesi.



