venerdì, 5 Giugno, 2026
RO
MD
HomeNotizieSette paesi dell’UE chiedono l’introduzione di dazi sull’acciaio e sui fertilizzanti provenienti...

Sette paesi dell’UE chiedono l’introduzione di dazi sull’acciaio e sui fertilizzanti provenienti dalla Russia

Una coalizione di Stati membri dell’UE esercita pressioni per estendere i dazi esistenti applicati a Russia e Bielorussia a una gamma più ampia di prodotti, tra cui fertilizzanti, acciaio e sostanze chimiche, in vista della riunione dei ministri del Commercio che si tiene oggi a Bruxelles.

I paesi chiedono l’introduzione di dazi sul potassio, attualmente importato a dazio zero entro una quota di 837.000 di tonnellate all’anno.

‹ adv ›

In un documento redatto da Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia e Svezia, visionato da Euractiv, il gruppo sollecita l’aumento dei dazi sul ferro e sull’acciaio russi, che nel 2024 restano la seconda categoria di importazioni dell’UE dalla Russia, dopo petrolio e gas.

«Nella prima metà del 2025, le importazioni di questa categoria hanno raggiunto circa 1,3 miliardi di euro, pari a circa l’8% del totale delle importazioni dell’UE dalla Russia», si legge nel documento, che sostiene come, alla luce delle pressioni sul settore siderurgico europeo, siano giustificate ulteriori restrizioni commerciali.

Gli Stati chiedono inoltre l’introduzione di dazi sui fertilizzanti a base di potassio, attualmente importati a dazio zero entro una quota annua di 837.000 tonnellate, con il divieto delle importazioni una volta superata tale soglia.

Il documento sottolinea che i dazi sui fertilizzanti adottati nel mese di luglio hanno riguardato esclusivamente i fertilizzanti azotati, lasciando esclusi quelli a base di potassio.

Il valore di queste importazioni è stato pari a 141 milioni di euro nel 2024, rispetto ai 102 milioni di euro del 2023.

Gli autori propongono o l’abolizione della quota o l’imposizione di dazi, seguendo il modello applicato ai fertilizzanti azotati.

«Queste misure dovrebbero essere introdotte in modo da tenere conto della competitività della produzione agricola dell’UE, della stabilità dei prezzi e del benessere delle comunità agricole, evitando perturbazioni ingiustificate del mercato», si legge ancora nel documento.

Dovrebbero essere presi di mira anche le importazioni di sostanze chimiche inorganiche, tra cui l’ammoniaca – utilizzata sia come fertilizzante sia in applicazioni nel settore della difesa – e i fosfati di calcio.

Gli Stati firmatari sostengono che queste importazioni dalla Russia potrebbero essere sostituite da alternative provenienti dagli Stati Uniti, uno dei principali produttori ed esportatori a livello mondiale.

Si segnala inoltre che le sostanze chimiche con applicazioni nucleari dovrebbero essere eliminate gradualmente, in linea con l’iniziativa REPowerEU.

Il documento evidenzia anche le importazioni di pesce come un’altra categoria che continua ad affluire dalla Russia in volumi significativi nel 2024 e nel 2025, rappresentando il 2,5% del totale delle importazioni dell’UE dalla Russia nel corso di quest’anno.

La Redazione
La Redazione
Tutto sull’agricoltura, il business e le opportunità di sviluppo!
Devi leggere
‹ adv ›
‹ adv ›
‹ adv ›
Articoli recenti