Il governo tedesco ha approvato un disegno di legge che riscrive la quota nazionale di riduzione dei gas a effetto serra e che modificherà sia il mercato dei biocarburanti sia la domanda di materie prime agricole nei prossimi anni.
La riforma impone obiettivi molto più ambiziosi per il periodo 2030–2040, elimina il doppio conteggio per i biocarburanti avanzati e introduce il divieto totale dell’olio di palma e dei suoi residui, incluso il POME.
Il progetto stabilisce una quota di riduzione delle emissioni del 59% entro il 2040, obbligando i fornitori di carburanti a utilizzare volumi più elevati di biocarburanti fisici.
L’eliminazione del doppio accredito a partire dal 2026 rende il mercato delle materie prime più teso, poiché i trasformatori saranno costretti ad acquistare quantità aggiuntive di oli vegetali e residui agricoli per rispettare gli obblighi.
Nel settore agricolo, gli effetti sono già visibili. I prezzi degli oli vegetali sono in aumento, e i trader europei segnalano una domanda più elevata di colza e girasole, sullo sfondo di una minore disponibilità di alternative.
Il divieto completo dei biocarburanti a base di palma, applicabile dal 2027, rafforza ulteriormente questa tendenza, offrendo un vantaggio competitivo alle colture oleaginose europee.
Anche i residui agricoli acquisiscono un nuovo valore. L’industria è alla ricerca di fonti aggiuntive per i biocarburanti avanzati, e i resti vegetali diventano risorse preziose, soprattutto nel periodo 2026–2030.
Il disegno di legge prevede inoltre l’introduzione di una sotto-quota dedicata all’idrogeno verde e ai carburanti sintetici, stimolando gli investimenti nelle infrastrutture energetiche.
La riforma entrerà nel dibattito parlamentare nel primo trimestre del 2026, ma il mercato reagisce già.
Gli operatori segnalano aumenti dei premi per il biodiesel, mentre l’olio di colza è recentemente salito di 15 euro/tonnellata, sulla base delle aspettative di una domanda elevata per l’anno prossimo.
Per gli agricoltori europei, le nuove regole delineano un periodo in cui le colture oleaginose e i residui agricoli possono diventare più remunerativi, mentre l’industria dell’energia rinnovabile è alla ricerca di materie prime affidabili e tracciabili.
La legge tedesca è vista come un possibile riferimento per altri paesi della regione, il che potrebbe amplificare le tendenze già presenti sul mercato.



