I dati pubblicati recentemente da due importanti fonti di analisi – il servizio europeo MARS (Monitoring Agricultural Resources) e la società di consulenza internazionale Expana – delineano un quadro articolato del mercato dei cereali nell’Unione Europea per la campagna 2025/26 e le prospettive per il 2026/27.
Mentre MARS analizza lo stato delle colture e il potenziale produttivo, Expana monitora la dinamica dei flussi commerciali. Insieme, le due valutazioni offrono una visione completa del rapporto tra offerta e domanda.
Produzione nell’UE: lievi cali, senza rischi rilevanti
Secondo MARS, le rese medie nell’Unione Europea sono stimate in diminuzione rispetto all’anno precedente.
Il grano tenero dovrebbe raggiungere 5,98 t/ha (−5%), la colza 3,22 t/ha (−3%), mentre l’orzo autunnale 5,13 t/ha (−10%).
Questi aggiustamenti sono spiegati dalle condizioni agroclimatiche degli ultimi mesi. Da un lato, le colture hanno superato l’inverno in condizioni generalmente favorevoli, sostenute da sufficiente umidità del suolo e temperature miti.
Dall’altro lato, MARS segnala diversi rischi regionali: eccesso di precipitazioni nel sud-ovest e nell’est dell’Europa, con fenomeni di ristagno idrico e problemi di aerazione del suolo, ma anche episodi di gelo a febbraio in Polonia, Ucraina e Paesi baltici, con possibili effetti locali sulle colture.
Allo stesso tempo, nel nord-est dell’Europa emergono deficit di precipitazioni, che richiedono monitoraggio man mano che aumenta il fabbisogno idrico delle piante.
Esportazioni UE: revisione al ribasso per motivi geopolitici
Sul fronte del mercato, Expana evidenzia una tendenza diversa. La società ha ridotto, per il quinto mese consecutivo, la previsione delle esportazioni di grano tenero dell’UE per la campagna 2025/26.
Le esportazioni sono ora stimate a 27,1 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai 27,6 milioni di tonnellate del mese precedente, a causa della riduzione delle spedizioni verso il Medio Oriente.
Il conflitto in Medio Oriente influisce sui flussi commerciali e sulla domanda di import, determinando revisioni delle previsioni.
Expana ha ridotto le stime di esportazione verso la regione di: 250.000 tonnellate di grano tenero e 100.000 tonnellate di orzo.
A livello globale, l’impatto è più ampio: le importazioni di grano tenero in Medio Oriente sono state riviste al ribasso di 1,6 milioni di tonnellate, il mais di 1,7 milioni di tonnellate e l’orzo di 500.000 tonnellate.
Tuttavia, la società sottolinea che l’impatto complessivo sulla campagna resta moderato, grazie a un inizio della stagione commerciale dinamico.
Mercato dei cereali: equilibrio fragile tra offerta e domanda
L’integrazione delle due analisi indica che la riduzione moderata della produzione è compensata da una diminuzione della domanda di importazione, limitando le pressioni significative sul mercato.
Allo stesso tempo, Expana avverte che l’evoluzione dipende fortemente da fattori esterni: se il conflitto dovesse protrarsi o se i prezzi dell’energia restassero elevati, la domanda globale potrebbe essere ulteriormente rivista al ribasso.
Prospettive per il 2026/27: correzioni moderati tra colture
Per la stagione successiva, Expana prevede una lieve ripresa della produzione nell’UE: il grano tenero è stimato a 128,6 milioni di tonnellate e l’orzo a 52,3 milioni di tonnellate, entrambi in leggero aumento rispetto alle stime precedenti.
Al contrario, la produzione di mais è stata rivista al ribasso a 57,9 milioni di tonnellate, principalmente a causa degli aggiustamenti per la Francia.
Queste evoluzioni indicano un riequilibrio tra colture, senza cambiamenti significativi nel livello complessivo di produzione.



