domenica, 25 Febbraio, 2024
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PAC, la Commissione vuole imprimere un cambio di rotta alla politica agricola dell’UE

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nel suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione di mercoledì (13 settembre), non ha fornito le rassicurazioni sul completamento dei tasselli mancanti della politica alimentare sostenibile dell’UE, come molti si aspettavano, bensì ha proposto un cambiamento di rotta per il futuro della politica agricola dell’Unione.

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Dopo il clamore suscitato dal settore agricolo per essere stato trascurato nel discorso annuale dello scorso anno, la von der Leyen ha voluto ringraziare esplicitamente gli agricoltori dell’UE nel SOTEU di quest’anno, esprimendo l’apprezzamento dell’esecutivo per „averci fornito cibo giorno dopo giorno”.

La von der Leyen ha sottolineato la necessità di proteggere gli ecosistemi naturali in Europa, ma ha aggiunto che questa esigenza deve essere bilanciata con la sicurezza alimentare, che rimane un „obiettivo essenziale”.

„Per noi in Europa, questo compito dell’agricoltura – produrre cibo sano – è il fondamento della nostra politica agricola”, ha detto, così come „l’autosufficienza [alimentare]”.

Tuttavia, ha riconosciuto le sfide che gli agricoltori hanno dovuto affrontare, dall’invasione dell’Ucraina ai cambiamenti climatici insieme ai „nuovi obblighi” normativi che hanno un „impatto crescente sul lavoro e sul reddito degli agricoltori”.

Per favorire la transizione verso un’agricoltura più sostenibile, la von der Leyen ha sottolineato la necessità di „più dialogo e meno polarizzazione” nel dibattito sulla politica agroalimentare e, a tal fine, ha annunciato l’avvio di un „dialogo strategico” sul futuro dell’agricoltura nell’UE.

„Sono e resto convinta che l’agricoltura e la protezione del mondo naturale possano andare di pari passo. Abbiamo bisogno di entrambe”, ha dichiarato.

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L’eurodeputato socialista Paolo De Castro ha elogiato il discorso della von der Leyen in un post su X, ex Twitter, „finalmente un riconoscimento per il duro lavoro degli agricoltori che forniscono cibo sano e sufficiente ogni giorno” ha scritto.

Anche la lobby degli agricoltori dell’UE, il Copa-Cogeca, ha accolto con favore l’annuncio del „dialogo strategico”, in attesa di „ulteriori dettagli sul quadro di questo dialogo, che dovrebbe far parte del lavoro preparatorio per la futura PAC [Politica Agricola Comune, il programma di sovvenzioni agricole dell’UE]”.

Il Farm to Fork affossato dagli ultimi eventi climatici?

Anche se vago nei dettagli, il riferimento all’avvio di un „dialogo strategico” è sembrato a molti commentatori un modo per mettere in pausa l’iniziativa Farm to Fork presentata dalla Commissione nel maggio 2020 allo scopo di definire un approccio più globale al modo in cui l’UE valuta la sostenibilità alimentare.

Ancora più evidente è il fatto che la presidente della Commissione non abbia menzionato gli atti legislativi della Farm to Fork ancora da attivare, tra cui la legge sui sistemi alimentari sostenibili, che avrebbe dovuto costituire la spina dorsale della politica alimentare di punta dell’UE e il cui destino è ora in bilico.

Allo stesso modo, la revisione della legislazione dell’UE sul benessere degli animali non è mai stata citata, sebbene la questione sia stata sollevata più volte negli interventi degli eurodeputati al SOTEU.

Nella lettera d’intenti che accompagnava il suo discorso, la von der Leyen non ha nemmeno elencato tra le priorità chiave per il 2024, quando si tratterà di completare il Green Deal, gli ultimi due atti legislativi – anche se la discussione dei dossier potrebbe comunque essere inclusa tra i punti all’ordine del giorno delle prossime riunioni del Collegio dei Commissari.

L’abbandono delle nuove norme sul benessere degli animali da allevamento potrebbe rivelarsi problematico, poiché la Commissione si è impegnata a presentare una proposta legislativa entro il 2023 per vietare l’allevamento in gabbia per alcune specie animali come parte di questa revisione.

Questa proposta legislativa era stata decisa per ottemperare l’obbligo legale di rispondere a un’iniziativa dei cittadini europei (ICE), la „End the Cage Age” che ha raccolto più di un milione di firme, che invocava la transizione verso un sistema di allevamento senza gabbie.

Quello che è successo oggi è scandaloso”, ha commentato Olga Kikou, responsabile dell’ONG Compassion in World Farming EU e rappresentante sostitutivo dell’Iniziativa dei cittadini europei „End the Cage Age”.

„La Commissione si è rimangiata la parola data di dare agli animali una vita degna di essere vissuta, piegandosi alle richieste della lobby delle Big Agri e uccidendo le nuove leggi sul benessere animale con questa dilazione”.

Un messaggio a Weber

Il discorso della pesidente della Commissione è stato molto apprezzato dal suo gruppo politico, il Partito Popolare Europeo (PPE), formazione di centro-destra, che ha condotto un’aspra lotta contro il Green Deal in nome della sicurezza alimentare, nel tentativo di corteggiare l’elettorato rurale in vista delle elezioni europee del 2024.

L’abilità della von der Leyen di passare dall’inglese, al tedesco e al francese nei suoi interventi è ben nota e durante il SOTEU il passaggio da una lingua all’altra è stato visto come un fine strumento politico.

Non è certo una coincidenza che la presidente della Commissione sia passata al tedesco, la sua lingua madre, per rivolgersi al capo del PPE Manfred Weber, anch’egli tedesco e attualmente il principale rivale politico nella corsa alla presidenza della prossima Commissione Europea, che aveva eletto il PPE al ruolo di „partito degli agricoltori” e usato questa leva per opporsi alle norme più restrittive verso i produttori agricoli contenute nel Green Deal.

Quando è arrivato il suo turno, Weber, in veste di capogruppo del PPE, ha ribadito la rivendicazione del suo gruppo di essere il “partito degli agricoltori”.

„Produrre più cibo, non meno, è la nostra risposta per ridurre l’inflazione sui prezzi dei prodotti alimentari”, ha detto, accennando ai dossier del Green Deal come la legge sul ripristino della natura o sulla riduzione dell’uso dei pesticidi (SUR), che il PPE ha criticato perché mette in pericolo la sicurezza alimentare.

Mentre la von der Leyen ha insistito sul fatto che l’agricoltura e la protezione della natura vanno di pari passo, Weber ha posto il Green Deal e i produttori agricoltori su fronti opposti.

„Crediamo nell’idea di base del Green Deal”, sottolinea Weber, „ma ascoltiamo anche i nostri lavoratori, le PMI, gli agricoltori, i giovani”.

Fonte dell'articoloeuractiv.it
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