Dopo i blocchi in Grecia e le manifestazioni spettacolari in Francia, le proteste degli agricoltori si estendono anche in Germania e Belgio, dove l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur diventa il principale motivo di malcontento.
Gli agricoltori avvertono che il trattato rischia di minare la produzione locale, gli standard di qualità e la sostenibilità delle aziende agricole europee.
In Germania, l’alleanza degli agricoltori “Wir haben es satt” (“Siamo stanchi”) ha chiesto pubblicamente la bocciatura dell’accordo UE–Mercosur, entrando in diretto contrasto con la posizione del Governo federale, tra i più convinti sostenitori del trattato. «Non vogliamo produrre merci intercambiabili per il mercato globale, ma qualità», ha dichiarato Xenia Brand, direttrice esecutiva dell’Associazione dell’Agricoltura Contadina (AbL).
Secondo Brand, l’accordo incentiva una produzione a basso costo senza tenere conto di origine, standard o specificità locali, danneggiando sia gli agricoltori sia i consumatori.
Nel contesto delle manifestazioni previste il 17 gennaio a Berlino, Brand ha sottolineato che «non è ancora troppo tardi», poiché i ministri competenti si sono già riuniti a Bruxelles, ma le decisioni finali non sono state ancora prese. Il messaggio del settore agricolo tedesco è chiaro: «L’accordo deve essere respinto».
Le critiche non riguardano solo l’impatto economico, ma anche le differenze negli standard. Dorothee Sterz, membro dell’AbL, ha avvertito che l’accordo ridurrebbe il potere decisionale delle aziende agricole, ne indebolirebbe la posizione sul mercato e aumenterebbe la dipendenza dalle importazioni. Inoltre, i prodotti importati potrebbero provenire da animali trattati con antibiotici come promotori della crescita, pratiche vietate nell’UE, limitando così il diritto dei consumatori di scegliere prodotti conformi ai principi europei.
Secondo gli agricoltori tedeschi, l’accordo con il Mercosur rappresenta una minaccia per la sopravvivenza degli agricoltori e per la sovranità alimentare, sia in Europa che nei Paesi sudamericani.
Nonostante l’opposizione del settore agricolo, il Governo tedesco ha ribadito il proprio fermo sostegno all’accordo, definendolo «un evento importante» nel contesto geopolitico attuale. Il portavoce dell’Esecutivo, Stefan Kornelius, ha dichiarato che il trattato ha un valore strategico per la politica europea di partenariato e commercio ed ha espresso fiducia nel fatto che l’Italia darà il proprio consenso, aprendo la strada a una rapida firma.
In Belgio, gli agricoltori hanno scelto una forma di protesta simbolica ma dal messaggio diretto. I membri del sindacato fiammingo Boerenbond hanno allestito uno stand di patatine fritte davanti al Parlamento Europeo, a Bruxelles, per evidenziare il rischio di scomparsa della produzione locale in caso di ratifica dell’accordo UE–Mercosur.
«L’accordo costringerà gli agricoltori europei a competere con prodotti realizzati secondo standard più bassi e con controlli insufficienti», ha spiegato Pieter Verhelst, membro della dirigenza del sindacato. Gli agricoltori belgi hanno inoltre respinto la riduzione dei fondi della Politica Agricola Comune e le regolamentazioni europee considerate penalizzanti.
Per rendere il messaggio immediatamente comprensibile, i manifestanti hanno offerto gratuitamente piatti tradizionali belgi, sottolineando che questi possono esistere solo se le materie prime continuano a essere prodotte localmente.
Le proteste in Belgio coincidono con la possibile approvazione della firma dell’accordo UE–Mercosur, prevista per la metà di gennaio in Paraguay.
Per questo motivo, il settore agricolo cerca di convincere il Parlamento Europeo a bloccare il trattato, anche nel caso in cui gli Stati membri dovessero approvarlo.
L’eurodeputata belga Hilde Vautmans ha riconosciuto gli squilibri dell’accordo, affermando che l’UE ha bisogno di un “campo di gioco equilibrato” che non penalizzi gli agricoltori europei. Ha ammesso, inoltre, che il gruppo liberale Renew è diviso sulla posizione finale.
Dai blocchi in Grecia ai trattori a Parigi, dagli appelli decisi in Germania alle proteste simboliche in Belgio, l’agricoltura europea lancia un messaggio comune: l’accordo con il Mercosur e l’attuale direzione delle politiche commerciali rischiano di destabilizzare profondamente il settore.
Alla vigilia di decisioni politiche cruciali, gli agricoltori chiedono garanzie concrete affinché standard, produzione locale e futuro dell’agricoltura europea non vengano sacrificati in nome del commercio globale.



