venerdì, 5 Giugno, 2026
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L’Italia intraprende iniziative per evitare dazi aggiuntivi statunitensi sulle importazioni di pasta

Le autorità di Roma collaborano con la Commissione Europea per esercitare pressioni sugli Stati Uniti affinché Washington riveda l’intenzione di imporre un dazio antidumping aggiuntivo sulle importazioni di pasta, che raddoppierebbe di fatto il prezzo di questo prodotto, ha comunicato il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

La decisione di applicare un dazio supplementare del 91,74% è il risultato di un’analisi condotta dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, secondo cui due grandi produttori italiani avrebbero venduto pasta a prezzi ingiustificatamente bassi – una pratica nota come dumping – nel periodo luglio 2023 – giugno 2024.

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Questi dazi doganali aggiuntivi si sommerebbero all’attuale tariffa statunitense del 15%, già applicata alla maggior parte delle importazioni provenienti dai 27 Stati membri dell’UE, ed entrerebbero in vigore a partire da gennaio 2026.

In un comunicato stampa diffuso sabato sera, il Ministero degli Esteri italiano ha annunciato di aver deciso di contestare le conclusioni dell’analisi del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti e di voler assistere le imprese nella tutela dei propri diritti tramite l’ambasciata italiana a Washington.

Con esportazioni pari a quasi 800 milioni di dollari, gli Stati Uniti rappresentano uno dei primi tre mercati di destinazione della pasta italiana, alimento simbolo del patrimonio culinario nazionale e importante voce dell’export.

Nel 2024, le esportazioni totali di pasta dall’Italia hanno superato i quattro miliardi di euro, con circa 2,5 milioni di tonnellate vendute all’estero, secondo i dati dell’agenzia statistica nazionale ISTAT.

La principale organizzazione di rappresentanza del mondo imprenditoriale italiano, Confindustria, ha rivisto giovedì le previsioni di crescita economica per quest’anno e per il prossimo, citando l’impatto dei dazi statunitensi e delle tensioni geopolitiche sulle esportazioni.

La Redazione
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