Nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026, rispetto al precedente, l’export è sostanzialmente stabile (-0,1%); l’import si riduce del 2,2%.
Su base annua, i paesi che più contribuiscono alla flessione dell’export sono Francia (-7,5%), Stati Uniti (-6,7%), Germania (-4,8%) e Regno Unito (-12,3%).
Aumentano solo le vendite dirette verso Svizzera (+15,5%), Cina (+14,6%) e Austria (+5,1%). Tra i settori che più contribuiscono alla flessione tendenziale dell’export si segnalano coke e prodotti petroliferi raffinati (-38,2%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a) (-7,3%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (-9,2%).
Cresce su base annua soltanto l’export di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+17,1%), di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+5,9%) e, in misura contenuta, di prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+0,8%).
„A gennaio, la quasi stazionarietà congiunturale dell’export è sintesi di dinamiche contrapposte per le due aree, Ue ed extra Ue, mentre la riduzione dell’import riguarda entrambe.
La flessione su base annua dell’export è diffusa a quasi tutti i settori e si deve soprattutto alla riduzione delle vendite di prodotti della raffinazione, macchinari e alimentari, che più che compensa il forte aumento delle vendite di metalli e prodotti della farmaceutica. Il più ampio calo tendenziale dell’import è per oltre la metà dovuto ai minori acquisti di prodotti chimici e petrolio greggio”, E’ il commento dell’Istat.



