sabato, 15 Giugno, 2024
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Il ruolo delle politiche di coesione per un’Italia più verde

La produzione di energia rinnovabile e la promozione del risparmio energetico nei settori produttivi, nel settore civile e nella Pubblica amministrazione, comprese le scuole, sono cruciali per una transizione ecologica efficace, senza dimenticare la fondamentale importanza della formazione delle competenze necessarie per supportare questi cambiamenti verso un futuro più sostenibile.

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Questi sono alcuni obbiettivi sostenuti dal pilastro „energia” dei fondi di coesione.

Il tema delle energie rinnovabili e del risparmio energetico include la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e la promozione del risparmio energetico tra cittadini, imprese e Pubblica amministrazione.

Nel periodo di programmazione al 2027, il secondo obiettivo della politica di coesione è la creazione di un’Europa più verde, priva di emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, per aiutare gli obiettivi ambiziosi del Green Deal.

Il Green Deal mira a ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 per poi arrivare alla neutralità climatica entro il 2050.

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Dal 2007 a oggi, il valore dei progetti monitorati e sostenuti dalle politiche di coesione in tema di energia ha superato i 6 miliardi di euro.

In Italia sono diversi gli obiettivi già raggiunti. Per esempio, la quota di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, incluso l’idroelettrico, è passata dal 16,0% del 2000 al 30,7% del 2022. Nel Mezzogiorno, tale quota ha raggiunto il 45,4% nel 2022, partendo da un modesto 4,6% nel 2000, superando così la media nazionale.

Negli ultimi dieci anni, i consumi di energia elettrica per l’illuminazione pubblica, rispetto alla superficie dei centri abitati, sono diminuiti in Italia da 30,6 GWh/km² nel 2011 a 24,4 GWh/km² nel 2022. Nel Mezzogiorno, il calo è stato da 39,7 GWh/km² nel 2011 a 30,9 GWh/km² nel 2022.

L’analisi

In occasione dell’International Mother Earth Day nell’aprile 2022, OpenCoesione ha pubblicato un focus dedicato agli interventi della politica di coesione comunitaria relativi al ciclo 2014-2020 per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, insieme a una Data Card che descrive alcuni dei progetti inclusi.

I progetti del focus sono 6.575, per un valore complessivo di 13,24 miliardi di euro, e riguardano principalmente il ciclo 2014-2020.

Questa rappresentazione parziale del contributo della politica di coesione alla lotta contro il riscaldamento globale aiuta a comprendere i settori prioritari degli interventi realizzati in Italia con il sostegno della politica di coesione comunitaria negli ultimi anni.

Tra gli interventi, 4.922 sono classificati con un contributo al 100% nella lotta agli effetti del riscaldamento globale. Gli interventi sono equamente distribuiti tra le regioni del Centro-Nord (3.183) e del Mezzogiorno (3.029). Oltre la metà degli interventi prevede la realizzazione di lavori pubblici e oltre l’80% dei progetti ha un finanziamento inferiore a un milione di euro.

Uno dei progetti più rilevanti è il prolungamento della rete ferroviaria nella tratta metropolitana di Catania dalla Stazione Centrale all’Aeroporto, che ha ricevuto oltre 70 milioni dalle risorse di coesione.

Questo progetto prevede il prolungamento della metropolitana cittadina da Stesicoro all’aeroporto di Fontanarossa, con la costruzione di otto nuove stazioni lungo quasi 7 km, garantendo un collegamento diretto tra il centro della città etnea e lo scalo aeroportuale.

Un altro progetto significativo sono il percorso pedonale protetto e la pista ciclabile sul lungomare nel comune di Reggio Calabria, finanziato con 4,6 milioni di euro.

La passeggiata panoramica collega il lungomare esistente al porto, concepita come un „giardino lineare integrato” con percorsi pedonali, semi-carrabili e ciclabili. Questo progetto mira a promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto primario, per spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, e per connettere il sistema di mobilità dello Stretto.

Fonte dell'articoloeuractiv.it
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