sabato, 6 Giugno, 2026
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Agricoltura biologica, l’Italia è leader ma la PAC può aiutare a crescere ancora

L’impatto del settore agricolo sul clima e sul paesaggio nell’Unione Europea è molto significativo. Dall’utilizzo di fertilizzanti e concimi del settore dipende quasi un quinto delle emissioni di gas serra globali. Delle alternative biologiche sono però possibili. Si stanno diffondendo anche in Italia, tra i primi Stati per la crescita di queste pratiche. La Politica agricola Comune (PAC) le sostiene, ma spesso i fondi non sono sufficienti.

I numeri

L’agricoltura biologica, in contrasto con quella convenzionale, non utilizza fertilizzanti di sintesi, pesticidi chimici e OGM. A livello europeo, i terreni coltivati in questo modo sono solo il 2,7% del totale. Nell’Unione Europea la percentuale sale, anche se di poco, al 6,7%.

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A guidare la classifica sono Austria (21,9%), Estonia (18,9%) e Svezia (18,0%). In termini assoluti però primeggiano la Spagna, con 2 milioni di ettari, l’Italia (1,8 milioni di ettari) e la Francia (1,5 milioni).

Roma e Parigi, insieme a Berlino, vantano anche la maggiore crescita delle pratiche agricole rispettose della natura: tra il 2015 e il 2016 in Italia la superficie dedicata alla culture biologiche è aumentata di 300 mila ettari, quella francese di 215 mila e quella tedesca di 160 mila.

A questo fenomeno ha certamente contribuito la domanda dei consumatori: tra il 2000 e il 2016 questo mercato ha registrato una crescita continua tra il 5% ed il 19% ogni anno nei diversi Stati UE. In Germania nel 2017 il giro d’affari dei prodotti bio ha toccato i 10 miliardi di euro (5% del mercato).

I sostegni

Anche il sostegno delle istituzioni di Bruxelles ha aiutato l’espansione del settore. I sostegni all’agroalimentare, che comprendono la PAC, sono indirizzati per il 6,4% all’uso di tecniche a minore impatto ambientale. Gli investimenti però variano da Paese a Paese: dallo 0,2% di Malta al 13,2% della Danimarca.

Gli incentivi sono diversi, sia per chi vuole mantenere la produzione, sia per chi intende invece convertire la propria azienda. Alcuni sono destinati a diminuire l’utilizzo di fertilizzanti, come in Danimarca, altri, come in Ungheria, ai terreni per il pascolo.

Nel 2015 i sussidi per i terreni arabili andavano dai 90 euro/ha nel Regno Unito ai 600 euro/ha in Slovenia. Per quelli orticoli, dai 184 euro/ha della Danimarca ai 900 euro/ha di Belgio e Cipro.

Cosa può fare la PAC

Per molti agricoltori però gli aiuti economici, sebbene importanti, non sono sufficienti. Non ricorrere a pesticidi e fertilizzanti chimici espone i raccolti a maggiori rischi ed è costoso. Secondo „L’Atlante PAC” di Fondazione Cariplo, la Politica Agricola Comune dovrebbe essere riorientata verso la promozione dell’agroecologia.

Sin dal 2018 la Commissione europea ha deciso di sostenere nelle programmazioni per gli anni successivi le pratiche bio. In particolare quella 2023 – 2027 sarà mirata a sostenere le piccole aziende e offrire maggiore flessibilità per i piani nazionali, in modo da adattarsi alle condizioni locali e fornire un accesso agevolato ai fondi.

Fonte dell'articoloeuractiv.it
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