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15 Stati membri, che rappresentano il 65% della popolazione dell’UE, hanno votato a favore dell’accordo Mercosur

Gli ambasciatori dell’Unione europea hanno concesso venerdì 9 gennaio l’approvazione preliminare alla firma del più grande accordo di libero scambio nella storia dell’UE, concluso con il blocco sudamericano Mercosur. La notizia è stata confermata da tre diplomatici europei.

La Commissione europea, che ha concluso i negoziati un anno fa, insieme a Paesi come Germania e Spagna, sostiene che l’accordo rappresenti un elemento centrale della strategia dell’UE di apertura verso nuovi mercati.

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L’obiettivo è compensare le perdite causate dai dazi statunitensi, ridurre la dipendenza dalla Cina e garantire l’accesso a materie prime critiche.

La Francia, principale produttore agricolo dell’UE, guida il fronte degli oppositori dell’accordo. Secondo questi, l’aumento delle importazioni di prodotti alimentari a basso costocarne bovina, carne avicola e zuccherometterà sotto pressione gli agricoltori europei.

In questo contesto, gli agricoltori hanno avviato proteste in diversi Paesi europei, bloccando autostrade in Francia e Belgio e organizzando manifestazioni in Polonia.

Quindici Stati membri, pari al 65% della popolazione dell’UE, hanno votato a favore, raggiungendo la soglia necessaria per l’approvazione. Le capitali europee avevano tempo fino alle 17:00 (ora di Bruxelles) per confermare ufficialmente il voto.

La decisione apre la strada alla firma dell’accordo da parte della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con i Paesi Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguaygià dalla prossima settimana.

Tuttavia, l’accordo dovrà essere approvato anche dal Parlamento europeo prima di entrare in vigore.

Dal punto di vista della riduzione dei dazi doganali, si tratta dell’accordo più rilevante mai concluso dall’UE, con l’eliminazione di tariffe per circa 4 miliardi di euro sulle esportazioni europee.

Attualmente, i Paesi Mercosur applicano dazi elevati: 35% sui componenti automobilistici, 28% sui prodotti lattiero-caseari e 27% sui vini.

Per attenuare le preoccupazioni, la Commissione europea ha introdotto meccanismi di salvaguardia, tra cui la possibilità di sospendere temporaneamente le importazioni di prodotti sensibili, controlli più rigorosi sui residui di pesticidi, un fondo di crisi, sostegno accelerato agli agricoltori e la promessa di ridurre i dazi sull’importazione di fertilizzanti.

Polonia e Francia restano contrarie, mentre l’Italia ha cambiato posizione, passando dal “no” al “sì”, secondo quanto riferito da un diplomatico dell’UE.

La ministra dell’Agricoltura francese, Annie Genevard, ha dichiarato che la battaglia non è finita e ha annunciato l’intenzione di tentare di bloccare l’accordo al Parlamento europeo, dove il voto potrebbe essere molto equilibrato.

Le organizzazioni ambientaliste europee si oppongono all’accordo, mentre Friends of the Earth lo ha definito “un accordo che distrugge il clima”.

Di segno opposto la posizione del presidente della Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo, Bernd Lange, che ha espresso fiducia nell’approvazione dell’accordo, probabilmente tra aprile e maggio.

La firma dell’accordo era prevista per dicembre 2025, ma a seguito delle proteste degli agricoltori, i leader dell’UE hanno deciso di rinviare la firma a gennaio.

La Redazione
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