venerdì, 24 Luglio, 2026
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Agricoltura Toscana, vino frena ma spingono zootecnia, frutta, olio

L’ agricoltura toscana ha chiuso il 2025 con una relativa tenuta della redditività, trainata soprattutto dalla ripresa dei prezzi, ma con una flessione dei volumi di produzione e risultati molto differenti tra le filiere.

E’ quanto emerge dalla nota dell’Irpet sull’annata agraria 2025 in Toscana, secondo cui nel complesso la produzione agricola regionale è cresciuta del 3,1% a prezzi correnti (+3,9% in Italia), ma in termini reali è scesa dello 0,7%; il valore aggiunto è salito del 3,5% a prezzi correnti, (-1,7% in termini reali).

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A fare da traino è stato soprattutto il comparto zootecnico, con un aumento del valore nominale della produzione del 7,4%, mentre la vitivinicoltura ha registrato un brusco ridimensionamento dopo il forte recupero del 2024: la produzione dei prodotti vitivinicoli è scesa dell’11,5% a prezzi correnti e del 10% in termini reali, con il vino in calo del 13,5% e dell’13,8% rispettivamente.

Bene invece l’olivicoltura, in crescita dell’11,4% a prezzi correnti e del 13,6% reali, e i fruttiferi, saliti del 15,1% a prezzi correnti. Sul fronte dei prezzi, l’indice generale dei prodotti venduti dagli agricoltori è aumentato del 5,2% escludendo frutta e ortaggi, mentre i prezzi degli input sono rimasti sostanzialmente stabili.

Il rapporto dell’Irpet segnala anche un quadro climatico critico: il 2025 è stato il quarto anno più caldo in Italia dal 1800 e in Toscana dal 1955, con un’anomalia media superiore a 1 grado.

Sul mercato del lavoro, gli avviamenti sono diminuiti del 6,3% rispetto al 2024, soprattutto per il rallentamento del comparto vino e delle attività di supporto, ma le posizioni di lavoro dipendente hanno tenuto, restando poco sopra quota 43.000.

La Redazione
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