Gli Stati Uniti rischiano di perdere il loro status di maggiore esportatore mondiale di prodotti agricoli a causa degli effetti della politica commerciale promossa dall’amministrazione di Donald Trump, riferisce il Financial Times.
Nel 2025, le esportazioni agricole statunitensi hanno raggiunto 171 miliardi di dollari, appena 2 miliardi di dollari in più rispetto al Brasile, un Paese che sta rafforzando rapidamente la propria posizione sui mercati internazionali.
Secondo le stime della Federazione americana dei Bureau agricoli (AFBF), già dal prossimo anno la produzione delle principali colture agricole negli Stati Uniti potrebbe diventare non redditizia. Le perdite stimate potrebbero raggiungere:
- 138 dollari per acro per la soia;
- 167 dollari per acro per il mais;
- 145 dollari per acro per il grano;
- 406 dollari per acro per il cotone.
Nel frattempo, il Brasile è diventato il più grande produttore mondiale di soia, carne bovina e carne avicola, superando gli Stati Uniti anche nelle esportazioni di cotone. Nella prima metà del 2026, le esportazioni agricole brasiliane sono aumentate del 6%, raggiungendo il livello record di 87 miliardi di dollari.
La Cina e la guerra commerciale hanno cambiato il mercato globale
Il Financial Times ricorda che il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina, iniziato dopo l’introduzione dei dazi nel 2018, ha modificato in modo significativo la struttura del commercio agricolo mondiale.
In risposta alle tariffe imposte da Washington, la Cina ha ridotto gli acquisti di soia americana e si è orientata verso i fornitori brasiliani. Di conseguenza, gli esportatori brasiliani hanno rapidamente aumentato la loro quota sul mercato cinese, mentre gli agricoltori statunitensi hanno perso una parte importante dei loro acquirenti tradizionali.
I rappresentanti del settore agricolo americano avvertono che nemmeno il sostegno finanziario pubblico può compensare la perdita dei mercati esteri.
„Il problema non è la mancanza di sussidi, ma l’instabilità della politica commerciale, che danneggia le relazioni costruite per anni con gli acquirenti internazionali”, sostengono gli agricoltori statunitensi.
L’ex capo economista del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, Joseph Glauber, ha dichiarato che il Brasile ha raggiunto una quota del mercato agricolo mondiale che gli analisti prevedevano sarebbe stata raggiunta solo tra diversi anni, definendo questa evoluzione una conseguenza diretta delle guerre commerciali.
Il governo statunitense mantiene una visione più ottimistica
Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti non condivide tuttavia queste previsioni pessimistiche e stima che le esportazioni agricole americane potrebbero raggiungere un nuovo record nel 2026, pari a 174 miliardi di dollari.
Le autorità statunitensi affermano di lavorare all’apertura di nuovi mercati e alla diversificazione delle esportazioni, affinché i produttori americani non dipendano più da un unico grande acquirente.
Nonostante ciò, gli agricoltori avvertono che le nuove barriere commerciali e l’incertezza sulla politica estera continuano a indebolire la posizione competitiva degli Stati Uniti sul mercato agricolo mondiale.



