Le quotazioni di cereali e semi oleosi continuano a salire sui mercati internazionali, sostenute da una combinazione di fattori che influenzano contemporaneamente l’offerta e il commercio mondiale.
La revisione al ribasso delle stime produttive in Europa e negli Stati Uniti, la persistente siccità in diverse aree agricole e le tensioni nell’area del Mar Nero e del Medio Oriente mantengono i mercati in una fase di elevata volatilità.
Il segnale più evidente arriva da Euronext, dove il contratto futures sul grano con scadenza settembre 2026 ha superato la soglia dei 230 euro/t, un livello che non si registrava dal giugno 2025.
La produzione di grano in Francia viene rivista al ribasso
L’aumento delle quotazioni è alimentato principalmente dalle prospettive meno favorevoli per il raccolto europeo.
Secondo le stime pubblicate dal servizio statistico agricolo francese Agreste, la Francia dovrebbe produrre circa 32 milioni di tonnellate di grano tenero, rispetto ai 33,4 milioni di tonnellate della stagione precedente. La riduzione è attribuita al deficit di precipitazioni e alle ondate di caldo che hanno colpito le colture negli ultimi mesi.
Il rapporto evidenzia anche le seguenti stime per le altre colture:
- grano duro: 1,09 milioni di tonnellate, contro 1,30 milioni nel 2025;
- orzo invernale: 8,86 milioni di tonnellate, rispetto a 8,35 milioni;
- orzo primaverile: 2,24 milioni di tonnellate, contro 3,50 milioni;
- colza: 4,63 milioni di tonnellate, praticamente invariata rispetto ai 4,64 milioni dello scorso anno.
La siccità peggiora anche le prospettive per il mais
La situazione appare ancora più complessa per il mais.
Secondo Agreste, la superficie seminata a mais è diminuita del 19% rispetto all’anno scorso e la persistente siccità potrebbe spingere una parte degli agricoltori a destinare una parte delle superfici al mais da insilato, riducendo ulteriormente la produzione di mais da granella.
Se questa tendenza dovesse confermarsi, la produzione europea di mais potrebbe risultare ancora inferiore alle attuali previsioni, poiché le condizioni meteorologiche non indicano, per il momento, precipitazioni sufficienti a ripristinare le riserve idriche del suolo.
Mar Nero e Medio Oriente aumentano l’incertezza sui mercati
Oltre ai fattori agricoli, i mercati sono influenzati anche dal contesto geopolitico.
Lo Stretto di Kerch, una delle principali vie di esportazione dei cereali provenienti dal Mar d’Azov, rimane soggetto a restrizioni, mentre gli attacchi alle infrastrutture portuali nei pressi di Odessa aumentano l’incertezza sulle esportazioni dalla regione del Mar Nero.
Parallelamente, le tensioni in Medio Oriente, comprese quelle legate alla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, mantengono elevata la prudenza degli investitori e sostengono le quotazioni delle materie prime agricole.
Il contesto si è riflesso anche nell’attività di negoziazione su Euronext. Sono stati infatti scambiati 142.608 contratti con scadenza settembre, uno dei volumi più elevati registrati negli ultimi mesi.
Anche il mercato delle oleaginose rimane ben sostenuto.
Il contratto futures sulla colza con scadenza novembre è salito a 548,50 euro/t, segnando un nuovo massimo. L’andamento è favorito dalle difficili condizioni delle coltivazioni di girasole nell’Europa occidentale, che riducono le prospettive produttive e sostengono l’intero comparto delle oleaginose.
Il mercato statunitense segue con attenzione il meteo nella Corn Belt
Negli Stati Uniti l’attenzione è concentrata sulla Corn Belt, dove le colture di mais sono entrate nella delicata fase della fioritura.
Le previsioni indicano precipitazioni limitate nei prossimi giorni. Sebbene la situazione non sia ancora considerata critica, un eventuale peggioramento delle condizioni colturali potrebbe avere un impatto significativo sul mercato mondiale, in un contesto di scorte che lasciano poco margine di sicurezza.
Nel frattempo, anche il mercato statunitense del grano è sostenuto dalle prospettive di un raccolto inferiore alle attese iniziali. I contratti sul grano SRW (Soft Red Winter) si avvicinano alla soglia dei 7 dollari per bushel, sostenuti dalle aspettative di un possibile incremento della domanda internazionale.
Sul mercato della soia l’interesse degli acquirenti rimane elevato
Dopo i recenti acquisti effettuati dalla Cina, la National Oilseed Processors Association (NOPA) ha confermato ancora una volta un’elevata attività di frantumazione della soia, mantenendo le scorte di olio di soia su livelli contenuti e offrendo ulteriore sostegno alle quotazioni.
Nelle prossime settimane gli operatori continueranno a monitorare attentamente sia l’evoluzione delle condizioni meteorologiche nelle principali aree agricole sia la situazione geopolitica nell’area del Mar Nero e del Medio Oriente, fattori che potrebbero influenzare rapidamente l’andamento dei prezzi di cereali e semi oleosi.



