Il comparto agricolo guarda a modelli produttivi capaci di coniugare sostenibilità, redditività e maggiore solidità finanziaria in uno scenario economico internazionale segnato da tensioni geopolitiche, oscillazioni dei prezzi, difficoltà di approvvigionamento e crescente instabilità dei mercati.
Tra queste soluzioni si inserisce la startup siciliana Serra Archimede, con base a Ragusa, che ha sviluppato un sistema di serra integrata capace di affiancare alla coltivazione agricola di qualità la produzione di energia sullo stesso terreno, destinata ad autoconsumo o vendita.
Il modello è stato presentato al MacFrut di Rimini Il modello – già indicato come possibile soluzione per food security e transizione energetica dal Gse (Gestore dei servizi energetici) e Unido (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo Industriale) – punta a ridurre l’esposizione alla volatilità dei costi energetici, diversificare i ricavi e rafforzare la capacità delle imprese di programmare investimenti nel medio-lungo periodo.
„Partivamo da un prodotto ancora in fase prototipale. Nel corso del 2025 abbiamo raggiunto la piena consapevolezza della maturità industriale del modello, anche grazie al percorso di certificazione e alla validazione delle performance tecnologiche ed economiche dell’impianto – dice il ceo di Serra Archimede, Arturo Arezzo – e oggi siamo già impegnati nella realizzazione di un grande impianto per un primario cliente terzo in Italia e stiamo sviluppando altri due interventi. Parallelamente stiamo costruendo una rete commerciale strutturata”.
„Abbiamo messo in campo un piano industriale che prevede la realizzazione di venti investimenti attraverso società di scopo distribuite sull’intero territorio nazionale: il 50 per cento nel Mezzogiorno, il 25 per cento nel Centro Italia e il restante 25 per cento nel Nord, con particolare attenzione alle aree a maggiore vocazione agroindustriale – aggiunge il ceo – la sfida principale è dimostrare che esiste un modello di business capace di integrare realmente produzione agricola e produzione energetica, senza sacrificare la qualità delle colture e valorizzando al massimo il terreno. In termini economici questo sistema consente, in linea generale, di raddoppiare le revenue generate da un ettaro”.



