Agricoltori di nuovo in piazza a Strasburgo contro l’accordo Ue-Mercosur.
Migliaia di agricoltori hanno sfilato oggi con i loro trattori e raggiunto il Parlamento europeo, dove domani gli eurodeputati saranno chiamati a esprimersi sul rinvio alla Corte di giustizia dell’Ue dell’accordo di libero scambio con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, che potrebbe bloccarne la ratifica.
Fra le organizzazioni presenti, anche Coldiretti, Confagricoltura e Cia, con la delegazione degli agricoltori italiani che manifesta al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea.
Forti le ripercussioni sulla circolazione, con strade chiuse e interruzioni parziali di tram e autobus già da questa mattina. Le autorità hanno inoltre vietato la navigazione sul canale Marna-Reno e proibito l’utilizzo di droni in tutta Strasburgo. Rinforzi di polizia sono arrivati in città da diverse prefetture francesi.
Coldiretti a Strasburgo, più controlli e stop ad import sleali da ovunque arrivino
Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori.
Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere.
E’ la posizione di Coldiretti a Strasburgo in corteo fino al Parlamento Europeo con oltre mille soci agricoltori guidati dal presidente Ettore Prandini e dal segretario Generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea.
Per Coldiretti „se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico”.
Coldiretti chiede anche trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione.
Importare prodotti senza reciprocità e controlli sanitari e ambientali, apre la strada ad altri trattati ancora più pericolosi. Per queste ragioni la mobilitazione di Coldiretti proseguirà senza sosta, finché la Commissione non ripristinerà un quadro politico e commerciale capace di difendere agricoltura, cittadini e sovranità alimentare europea.
„La nostra battaglia continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea”, sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.
„Partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia devno essere pienamente tracciabili”, dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo e aggiuinge, „abbiamo fotografato nel porto di Rotterda, quella che possiamo definire la porta degli inferi: le cose più schifose che arrivano in Italia”.
Confagricoltura, „no ad accordi sbagliati come il Mercosur, più risorse alla Pac”
„Siamo a Strasburgo per continuare la nostra mobilitazione iniziata a Bruxelles il 18 dicembre. Vogliamo le istituzioni europee più vicine agli agricoltori che garantiscono la sicurezza alimentare e cibo sicuro. Diciamo ‘no’ agli accordi commerciali sbagliati come il Mercosur e chiediamo maggiori risorse per un settore fondamentale”.
Lo ha detto il presidente di Confagricoltura e del Copa Massimiliano Giansanti, prendendo parte alle manifestazioni degli agricoltori in corso a Strasburgo, di fronte agli edifici del Parlamento europeo.
„Diamo da mangiare agli europei tutti i giorni, vogliamo continuare a farlo ma non possiamo farlo se non abbiamo quegli strumenti necessari per poter garantire un giusto reddito agli agricoltori”, ha puntualizzato.
Questo „il motivo per cui chiediamo una politica agricola comune più vicina agli interessi delle aree rurali, una politica agricola che dia giusti strumenti per rendere l’agricoltura sempre più competitiva. Noi vogliamo garantire la sicurezza alimentare e la democrazia del cibo”, ha concluso.
Cia a Strasburgo, senza reciprocità e controlli non c’è Mercosur che tenga
Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni. Per questo siamo oggi a Strasburgo con centinaia di agricoltori arrivati da tutta Italia. Ribadiamo al Parlamento europeo che senza reciprocità piena e controlli serrati non c’è accordo che tenga. L’agricoltura ne uscirebbe a pezzi.
Lo fa sapere il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, dalla seconda mobilitazione europea nell’arco di due mesi, alla luce di uno scenario preoccupante, soprattutto per zootecnia e risicoltura.
La protesta di Cia accende i riflettori sui numeri dell’accordo Ue-Mercosur che mette a rischio 40mila posti di lavoro nell’agroalimentare, oltre a falle nei controlli e squilibri produttivi che minacciano i produttori italiani.
„Non ci fermiamo – ribadisce Fini – pretendiamo nero su bianco la reciprocità degli standard produttivi, sanitari e ambientali, più controlli rigorosi su tutte le merci dal Sud America e clausole di salvaguardia rapide e efficaci”.
Se nel settore zootecnico l’Italia ha una produzione di carni sui 3,3 milioni di tonnellate, i Paesi del Mercosur sfornano 38,5 milioni di tonnellate di carni, mentre l’import attuale è limitato a 41mila tonnellate per un valore di 288 milioni.
Il rischio, per Cia, è di minare la redditività di un settore che vale circa 22,7 miliardi di euro. Si stima che entro il 2040, l’import di carni suine e pollame da quei Paesi aumenterà del +25%.
Nel comparto ortofrutticolo, invece, l’Ue importa 39mila tonnellate di frutta e verdura e 1.200 tonnellate di riso, volumi modesti oggi, ma con che, con dazi azzerati, possono esplodere comprimendo prezzi e margini italiani.
Sul riso, Cia ricorda che nel 2024 la produzione italiana è stata di 1.448.760 tonnellate per un valore delle esportazioni di 680 milioni euro intra-Ue e 187 milioni extra-Ue.
Cia lancia soprattutto l’allarme per la carenza di controlli; un audit Ue, per esempio, ha già smascherato le falle nell’export di carne non conforme per la presenza dell’ormone estradiolo 17-beta.




