Il 2025 si è rivelato un anno estremamente difficile per il settore turco delle nocciole, uno dei comparti tradizionali dell’export agricolo del Paese.
I dati ufficiali indicano forti diminuzioni sia dei volumi esportati sia dei ricavi, segnalando un indebolimento della posizione della Turchia sul mercato internazionale, riporta l’agenzia Anadolu.
Va ricordato che la Turchia è il principale esportatore mondiale di nocciole e svolge un ruolo dominante sul mercato globale, grazie sia alla produzione interna sia a reti di distribuzione ampiamente sviluppate.
La Turchia non solo produce la maggior parte delle nocciole a livello mondiale, ma ne esporta anche la quota più rilevante verso i mercati internazionali.
Secondo le informazioni fornite dall’agenzia Anadolu, i ricavi derivanti dall’esportazione di nocciole sono diminuiti di 380 milioni di dollari rispetto alla stagione precedente.
Nel 2025 sono state esportate 238.704 tonnellate, con vendite che hanno superato i 2,25 miliardi di dollari. Nonostante ciò, la dinamica negativa è considerata allarmante dagli esperti di mercato.
Rispetto al 2024, il calo è evidente: il volume delle esportazioni è diminuito del 26%, mentre i ricavi si sono ridotti del 14%.
Gli specialisti sottolineano che gli indicatori registrati all’inizio della nuova stagione (settembre–dicembre) si avvicinano ai livelli di quarant’anni fa, aumentando ulteriormente le preoccupazioni.
Il presidente dell’unione degli esportatori specializzati, Hasan Osman Sabir, ha richiamato l’attenzione sulla gravità della situazione.
I rappresentanti del settore considerano il 2026 un anno decisivo e chiedono misure immediate per stabilizzare le esportazioni e sostenere le aziende agricole produttrici di nocciole.
Gli sviluppi del 2025 confermano la vulnerabilità del comparto e, in assenza di interventi rapidi e ben calibrati, l’industria turca delle nocciole rischia di perdere ulteriormente competitività a livello internazionale, concludono gli operatori del settore.



