Agiugno 2025, l’export italiano torna a crescere su base sia mensile sia annua.
L’aumento è del 4%, rispetto a maggio 2025, mentre rispetto a giugno 2024 raggiunge il 4,9% in valore, trainato dagli acquisti dagli Stati Uniti (+10,3%) prima dei nuovi dazi.
Lo comunica l’Istat. In volume la crescita annua è dello 0,8%. Le importazioni salgono del 3,3% su base mensile e del 4,8% in valore su base annua (+2,6% in volume).
Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export l’Istat segnalano: articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+39,0%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+15,9%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,0%) e apparecchi elettrici (+3,5%).
Si riducono su base annua le esportazioni di autoveicoli (-2,9%), computer, apparecchi elettronici e ottici (-2,7%) e articoli in pelle, escluso abbigliamento (-2,2%).
La crescita tendenziale delle importazioni dell’Italia dagli Stati Uniti raggiunge il 45,7% a giugno e il 14,9% nel primo semestre. Per le esportazioni italiane verso Washington, invece, l’aumento semestrale è del 7,8%.
A giugno forti incrementi delle vendite made in Italy negli Usa riguardano, in particolare, gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+77,1%) che crescono anche nel semestre del 77,9%.
Anche per i prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca c’è un balzo del 35,5% a giugno che si accompagna però a un calo del 10% nel semestre.
Dal report emerge inoltre che „la crescita tendenziale dell’export è spiegata per 3,2 punti percentuali dalle maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso Stati Uniti, Francia, Spagna e Belgio”.
Sempre secondo le rilevazioni dell’Istat l’export italiano si riduce del 2,6%, nel secondo trimestre 2025, rispetto al precedente, e l’import dell’1,7%. I dati mostrano inoltre, nel primo semestre, crescite tendenziali delle esportazioni del 2,1% e delle importazioni del 4,6%.
L’incremento delle vendite estere semestrali è spiegato dalle maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+38,8%), di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+8,7%), di prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,1%) e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+3,4%).
Per tutti gli altri settori si rilevano diminuzioni nelle vendite: le più ampie sono per coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,9%) e autoveicoli (-10,3%) .



