giovedì, 13 Giugno, 2024
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Tigullio verso la sostenibilità a partire dal basilico

Salvaguardare l’ambiente, prestando attenzione a ciò che viene messo in tavola e prediligendo alimenti sostenibili. In un contesto in cui la domanda del consumatore è cambiata, con più attenzione per il cibo salutare, sostenibile e Made in Italy, si inserisce anche il nuovo percorso intrapreso dal brand Tigullio verso la sostenibilità.

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Il punto di partenza è il suo ingrediente più prezioso, il basilico: italiano, fresco e, soprattutto, da oggi proveniente al 100% da agricoltura sostenibile.

Il basilico dei pesti Tigullio, infatti, è coltivato garantendo i requisiti della certificazione di sostenibilità Iscc Plus – International sustainability and carbon certification -, uno standard di natura volontaria che permette di monitorare il rispetto dei criteri di sostenibilità e tracciabilità lungo tutta la filiera produttiva alimentare: dal metodo di raccolta a quello di lavorazione, fino alla tutela della biodiversità, dedicando una percentuale dei campi per la coltivazione di piante a fiore.

I consumatori vogliono essere rassicurati sulla bontà delle loro scelte alimentari e sul fatto che queste abbiano un impatto positivo sul Pianeta, il cui benessere è una priorità per tutti, sottolinea Francesca Sansò, marketing director di Star Italia.

Ecco perché sempre più spesso ricercano esperienze e sapori autentici, legati al territorio italiano.

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Il rispetto nei confronti della terra, perseguito dal brand, passa attraverso quello per la materia prima, per la biodiversità e per i fornitori.

“Abbiamo migliorato e implementato tecniche specifiche, come l’irrigazione localizzata, pensata per la riduzione del consumo d’acqua, e lo studio dell’altezza perfetta per il taglio della pianta”, spiega Giuseppe Bonati, agronomo, basilicoltore e storico fornitore di Tigullio.

“Abbiamo introdotto piante da fiore di pomodoro al bordo dei campi per la tutela degli insetti e della biodiversità. C’è molta attenzione anche alla rotazione delle colture, per consentire alla terra di ripopolarsi di microrganismi e stiamo sperimentando un metodo per contenere la presenza di parassiti senza l’utilizzo di agrofarmaci”.

Come sottolinea Andrea Drago, responsabile R&D Star:

“Una volta tagliato, il basilico viene trasportato direttamente dai campi al nostro stabilimento: qui viene lavorato appena raccolto, questo è il segreto della sua freschezza. Il basilico passa attraverso un mulino che simula l’effetto di un mortaio di casa, proprio come quello usato nella ricetta tradizionale. Nel frattempo le forme intere di Grana Padano Dop vengono grattugiate e i pinoli sminuzzati e miscelati con l’olio. Tutti gli ingredienti vengono mescolati insieme, in modo da ottenere una consistenza rustica. Il processo fin qui descritto avviene “a freddo” e nel minor tempo possibile, così da preservare le qualità sensoriali del basilico. Successivamente racchiudiamo il nostro delizioso pesto nei vasetti di vetro a chiusura ermetica. Un trattamento termico finale, è infine necessario per garantire la conservazione del prodotto a temperatura ambiente, mantenendo le proprietà organolettiche nel tempo”.

Fonte dell'articoloansa.it
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