Lunedì 29 giugno 2026 le quotazioni del grano sono diminuite su tutte e tre le principali borse statunitensi. A pesare sul mercato sono state la chiusura delle posizioni sui contratti di luglio e il miglioramento delle previsioni meteorologiche negli Stati Uniti.
I futures di luglio sul grano tenero al CBOT di Chicago sono scesi a 209,25 dollari/t, quelli sul grano duro invernale al KCBT di Kansas City a 220,46 dollari/t, mentre i futures sul grano duro primaverile al MGEX di Minneapolis sono scesi a 200,89 dollari/t.
Secondo i dati del NASS, al 28 giugno negli Stati Uniti era stato raccolto il 48% del grano invernale, nove punti percentuali in più rispetto alla media stagionale. Le rese si mantengono stabili.
Per il grano primaverile, il 32% delle colture è entrato nella fase di spigatura, due punti sotto la media degli ultimi cinque anni, mentre le condizioni delle colture risultano migliori del 5% rispetto allo scorso anno.
Il rapporto settimanale sulle ispezioni all’esportazione indica spedizioni di grano pari a 358.253 tonnellate nella settimana conclusa il 25 giugno. Le principali destinazioni sono state la Corea del Sud (79.069 t), il Messico (78.042 t) e le Filippine (66.000 t).
Dall’inizio della campagna commerciale le esportazioni hanno raggiunto 1,333 milioni di tonnellate, lo 0,86% in più rispetto allo stesso periodo della stagione precedente.
Il mercato attende ora il rapporto annuale del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) sulle superfici seminate, previsto per il 30 giugno. Secondo le stime degli operatori, la superficie totale coltivata a grano dovrebbe attestarsi a 43,8 milioni di acri.
Nel frattempo, un importatore sudcoreano ha avviato una gara internazionale per l’acquisto di 100.000 tonnellate di grano proveniente da Stati Uniti e Australia.
Sul fronte internazionale, il prezzo del grano russo FOB con 12,5% di proteine resta stabile a 235 dollari/t per le consegne di giugno-luglio. La società di analisi Argus ha rivisto al rialzo la previsione del raccolto russo di grano a 91,2 milioni di tonnellate, 2,5 milioni in più rispetto alla precedente stima di aprile.
Anche il mais chiude in calo
Le quotazioni del mais hanno registrato una flessione. I futures di luglio hanno chiuso a 158,27 dollari/t, in calo del 2,6%.
Gli operatori seguono con attenzione il rapporto USDA sulle superfici coltivate. Se le superfici seminate risultassero superiori alle attese, il mercato potrebbe continuare a subire pressioni. Al contrario, dati inferiori alle aspettative potrebbero sostenere una ripresa delle quotazioni.
Un ulteriore elemento d’incertezza è rappresentato dall’Europa, dove un’ondata di caldo eccezionalmente intensa interessa Francia, Spagna, Italia e Balcani, con temperature superiori ai 38°C. Le condizioni climatiche stanno aumentando i rischi per le colture, contribuendo al rialzo dei prezzi del mais sul mercato europeo.
Negli Stati Uniti, al 28 giugno, il 67% delle colture di mais è classificato in condizioni buone o eccellenti, un punto percentuale in meno rispetto alla settimana precedente. Le esportazioni settimanali hanno raggiunto 1,786 milioni di tonnellate, con Giappone, Messico e Taiwan tra i principali acquirenti.
Soia in ribasso
Anche la soia ha chiuso la seduta in territorio negativo. I futures di luglio sono scesi a 407,39 dollari/t, con un calo dell’1,55%.
L’USDA ha comunicato una vendita privata all’esportazione di 136.000 tonnellate di soia verso una destinazione non specificata.
Secondo il NASS, il 96% delle superfici coltivate a soia negli Stati Uniti è ormai emerso, mentre il 4% delle colture ha già formato i primi baccelli. Le condizioni delle colture sono state valutate buone o eccellenti nel 65% dei casi, un punto in meno rispetto alla settimana precedente.
Le esportazioni settimanali di soia hanno raggiunto 419.124 tonnellate, dirette principalmente verso Messico, Giappone e Cina.
Europa: il caldo continua a preoccupare
Sul mercato europeo il grano ha mostrato variazioni limitate. Alla borsa MATIF di Parigi, il contratto di settembre sul grano tenero si è attestato a 202,50 euro/t, mentre il contratto di dicembre ha chiuso a 208,75 euro/t.
La Commissione europea ha ridotto la previsione di produzione di grano tenero nell’UE per la campagna 2026/27 a 126,3 milioni di tonnellate, pur aumentando la previsione delle esportazioni a 30 milioni di tonnellate.
Le prime informazioni provenienti dalla raccolta in Francia indicano rese inferiori alla media, ma una buona qualità della granella. Tuttavia, le temperature fino a 40°C continuano ad alimentare le preoccupazioni per possibili danni alle colture.
Secondo il servizio europeo MARS, la resa media del grano nell’UE dovrebbe raggiungere 5,79 t/ha, circa il 3% in più rispetto alla media pluriennale, anche se il caldo di fine giugno potrebbe accentuare lo stress idrico delle colture.
Gli analisti sottolineano che, anche in questa fase della stagione, le condizioni meteorologiche restano il principale fattore in grado di determinare l’andamento dei mercati cerealicoli mondiali.



