sabato, 15 Giugno, 2024
HomeNotiziePutin incontra Erdogan a Sochi, Russia ritornerà nell’accordo sul grano solo se...

Putin incontra Erdogan a Sochi, Russia ritornerà nell’accordo sul grano solo se sarà garantito il suo export

Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto oggi l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan nella località di Sochi, sul Mar Nero, in quello che è stato un incontro molto atteso e un nuovo tentativo da parte della Turchia di spingere Mosca a rientrare nell’accordo sul grano.

‹ adv ›

La possibilità di un ritorno in seno all’accordo è stata ipotizzata dal leader russo, il quale ha però ribadito le mancanze da parte occidentale che hanno impedito l’esportazione dei prodotti russi. Da parte sua Erdogan ha sottolineato di aver fatto presente agli alleati occidentali la posizione di Mosca, rilanciando la necessità di un’iniziativa multilaterale e invitando l’Ucraina ad ammorbidire il suo approccio.

L’incontro di oggi, rappresenta una conferma del ruolo centrale della Turchia nella mediazione con la Russia. Come sottolineato a EURACTIV Italia da Valeria Giannotta, direttore scientifico dell’Osservatorio Turchia del Centro studi di politica internazionale (CeSPI), „ancora una volta la Turchia sta emergendo come l’unico attore che è davvero in grado di intavolare un dialogo con tutte le parti” e unico leader accettato da Vladimir Putin.

Il rientro della Russia nell’accordo sul grano dipenderà dall’Occidente

„La Russia è pronta a tornare all’accordo sul grano”, ha dichiarato Putin, sottolineando che ciò avverrà solo quando le controparti applicheranno i punti che prevedono la rimozione degli ostacoli alle esportazioni di cereali e fertilizzanti russi.

Parlando al fianco dell’omologo turco Erdogan in una conferenza stampa organizzata al termine dei colloqui durato circa tre ore che affrontato vari aspetti dei rapporti bilaterali tra i due Paesi, Putin non ha mancato di lanciare un attacco ai Paesi occidentale.

„L’Occidente ci ha ingannato sull’accordo sul grano, ha affermato il presidente russo, osservando che „l’aumento dei prezzi dei generi alimentari non è collegato” all’uscita di Mosca dall’intesa raggiunta nel luglio dello scorso anno grazie alla mediazione di Nazioni Unite e Turchia.

L’accordo raggiunto nel luglio dello scorso anno mirava a consentire l’esportazione di cereali prodotti dall’Ucraina verso i mercati mondiali attraverso il Mar Nero e ad alleviare la crisi alimentare globale aggravata, secondo le Nazioni Unite, dalla guerra scatenata dalla Russia contro Kyiv nel febbraio del 2022.

‹ adv ›

Russia e Ucraina sono due dei principali produttori agricoli del mondo e importanti attori nei mercati di grano, orzo, mais, colza, olio di colza, semi di girasole e olio di girasole. Sebbene le esportazioni russe di cibo e fertilizzanti non siano soggette alle sanzioni occidentali imposte dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Mosca ha affermato che le restrizioni su pagamenti, logistica e assicurazioni hanno ostacolato le forniture.

Durante la conferenza stampa, Putin ha parlato anche di un possibile accordo con Turchia e Qatar per fornire 1 milione di tonnellate di grano ai Paesi più poveri, osservando però che tale intesa non sarà in alcun modo un’alternativa all’intesa per l’export dei cereali nel Mar Nero.

„Per quanto riguarda il grano, non consideriamo la collaborazione con la Turchia ed eventualmente con il Qatar per la fornitura di 1 milione di tonnellate di grano come alternativa all’accordo sui cereali del Mar Nero”, ha spiegato Putin.

„Quindi non si tratta di una sostituzione, ma questo da parte nostra darebbe un enorme contributo alla soluzione dei problemi alimentari dei Paesi africani”, ha aggiunto Putin.

Per Erdogan l’iniziativa del Mar Nero deve essere portata avanti

Il presidente turco ha sottolineato nel suo intervento che l’iniziativa per l’esportazione di cereali attraverso il Mar Nero „ha svolto un ruolo chiave nell’affrontare la crisi alimentare globale”, soprattutto per i Paesi africani.

Erdogan ha osservato di aver espresso anche ad altri Paesi della comunità internazionale il punto di vista di Mosca, osservando che „l’iniziativa debba essere portata avanti eliminando le carenze”.

Il presidente turco ha rivelato che sono state preparate nuove proposte insieme alle Nazioni Unite.

„Ho condiviso le nostre opinioni su questo tema con il mio caro amico durante il nostro incontro bilaterale. In questo contesto, in consultazione con le Nazioni Unite, abbiamo preparato un pacchetto di nuove proposte che includono progressi significativi. Credo che sia possibile ottenere risultati attraverso questo nuovo processo. Come Turchia, credo che raggiungeremo una soluzione che soddisferà le aspettative in breve tempo”, ha affermato Erdogan.

Erdogan invita l’Ucraina ad „ammorbidire il suo approccio”

Nel suo intervento, Erdogan ha invitato l’Ucraina ad „ammorbidire il suo approccio per poter intraprendere passi congiunti con la Russia in questo ambito”.

„Se il 44% del grano da qui (dal Mar Nero) va ai Paesi europei, la Russia giustamente non vede la cosa in modo positivo. Da qui il 14% è già stato inviato in Turchia e circa il 6% nei Paesi africani”, ha affermato il presidente turco.

Erdogan ha ripreso nel suo intervento l’annuncio di Putin sull’invio di 1 milione di tonnellate di grano ai Paesi poveri, sottolineando la disponibilità della Turchia a fare il possibile, inviando ai Paesi africani il grano sotto forma di farina.

„Spero che Putin soddisfi rapidamente queste richieste da parte dei paesi africani, di cui menziona specificamente sei Paesi. La mia speranza è che saremo in grado di compiere questi passi insieme”, ha dichiarato il presidente turco.

Ankara unico attore in grado di intavolare un dialogo con tutte le parti

In un commento rilasciato a EURACTIV Italia, Valeria Giannotta, direttore scientifico dell’Osservatorio Turchia del Centro studi di politica internazionale (CeSPI), sottolinea che “ancora una volta la Turchia sta emergendo come l’unico attore che è davvero in grado di intavolare un dialogo con tutte le parti” e unico leader accettato da Vladimir Putin.

Come sottolineato da Giannotta, commentando i contenuti della conferenza stampa del leader russo e turco, l’alleanza tra Turchia e Russia è caratterizzata sia da interessi comuni che divergenti, con i due Paesi che però tendono sempre „a cercare un accordo con l’attenzione di non calpestarsi i piedi a vicenda”.

Per l’analista del CeSpi, nel contesto del conflitto ucraino in cui si inserisce l’accordo sul grano, la Turchia è quindi „l’unico attore che può fare la parte di mediazione o negoziazione, ma soprattutto è l’unico attore che, dato il suo ancoraggio all’Occidente”, vanta una sorta di „autonomia strategica nella regione che gli permette di non applicare le sanzioni contro la Russia”, aprendosi quindi al dialogo e capitalizzando questa situazione particolare.

Giannotta ha sottolineato come Ankara sia già presente in varie iniziative multilaterali come l’accordo triangolare con Qatar e Russia, sottolineando anche il lavoro di mediazione verso l’Unione europea per rivedere le sanzioni sui prodotti agricoli e i fertilizzanti russi.

„Io penso che la Turchia possa solo capitalizzare da un rapporto di questo tipo. Quello che chiamano una ‘balancing diplomacy’, che è data, secondo me, non da un principio di tradimento nei confronti dell’Occidente o della NATO, ma dalla posizione geografica in cui si trova la Turchia e che la porta ad avere delle sacche di indipendenza strategica che non necessariamente sono incompatibili con i principi dell’Alleanza atlantica o europei”, ha concluso l’analista.

Fonte dell'articoloeuractiv.it
Devi leggere
‹ adv ›
Articoli recenti