mercoledì, 22 Luglio, 2026
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Piemonte, bando da 20 milioni per insediamento giovani in agricoltura

Il Piemonte mette in campo 20 milioni di euro per l’insediamento dei giovani in agricoltura e la nascita di nuove aziende agricole under 41, con una somma quasi doppia rispetto agli 11,6 milioni del bando precedente.

Lo annunciano il governatore Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni.

„Una delle sfide cruciali della nostra agricoltura, sottolineata con forza dalle associazioni di categoria e dall’intero mondo produttivo – spiegano presidente e assessore – è il ricambio generazionale.

Anche in Piemonte l’agricoltura condivide negli ultimi anni il trend della contrazione del numero di aziende a fronte di un aumento delle superfici produttive, ma anche di un progressivo invecchiamento.

Eppure vediamo che sempre più giovani sono attratti dal mondo rurale, dalle produzioni agroalimentari di qualità e dalla possibilità di applicare approcci innovativi.

Ma servono incentivi che diano la scossa. Con questo bando la Regione li accompagna nella fase di startup per valorizzare il contributo di innovazione, idee ed entusiasmo indispensabile per il rilancio e promozione dell’eccellenza agroalimentare piemontese”.

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In due anni, sottolinea la Regione, la dotazione regionale per i giovani agricoltori è passata da 400mila euro a 20 milioni, oltre ai bandi per l’agricoltura di precisione e innovativa cui possono partecipare anche i giovani già beneficiari degli altri bandi.

L’ultimo ha consentito la partenza di 299 aziende agricole under 41, facendo crescere il numero complessivo di 444 unità dalle 5.902 del 2023-24 alle 6.346 del 2025, con una crescita del 7,5%.

Il bando eroga 45mila euro per l’insediamento di un solo giovane – cui se ne aggiungono 10mila se l’insediamento avviene in zona di montagna – 35mila euro a testa per due soci, 30mila a testa per l’insediamento congiunto di più di due giovani, fino al massimo di cinque.

Il bando assegna punteggi maggiori o precedenze all’imprenditoria femminile, agli insediamenti che aderiscono ai regimi di qualità come produzioni Dop, Igp, Doc, Docg e bio, a quelli in aree marginali o sottoposte a particolari regimi di tutela ambientale, a quelli particolarmente attenti all’utilizzo delle risorse idriche.

La Redazione
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