sabato, 15 Giugno, 2024
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Macfrut 2023, premiate le biosolutions innovative

Premiate a Macfrut, Fiera internazionale dell’ortofrutta, le innovazioni dei prodotti naturali per la difesa, nutrizione e biostimolazione delle piante. È avvenuto nella giornata di ieri della fiera (mercoledì 3 maggio) nell’ambito della terza edizione di Biosolutions Innovation Award il riconoscimento promosso da Agri2000 nell’ambito del Salone delle Biosoluzioni.

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Due le proposte innovative premiate dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

CROP + prodotto da Agricola Internazionale. CROP+ è un fertilizzante ad azione biostimolante ottenuto dalla fermentazione multistadio di estratti vegetali ai quali vengono addizionati micronutrienti complessati come zinco, manganese e rame. Prove su varietà di kiwi giallo hanno dimostrato la sua efficacia nell’aumentare la conduttanza stomatica, nel ridurre lo stress della pianta causato dalle alte e basse temperature e nel ridurre la cascola dei frutti.

“Vengono premiate: l’efficacia del prodotto e la sostenibilità”, si legge nella motivazione. A ritirare il premio per Agricola Internazionale è stato il presidente Michele Castellani.

Il secondo prodotto premiato è Farina di Basalto XF ideata da Basalti Orvieto. La Farina di Basalto® micronizzata tipo XF è un corroborante prodotto mediante macinazione meccanica del minerale puro, proveniente dal giacimento della Basalti Orvieto SRL, situato in provincia di Terni.

È l’unico corroborante a base di roccia basaltica. La qualità è garantita dalla costanza della matrice e dal processo di macinazione. Prove su diverse colture erbacee e arboree hanno dimostrato la sua efficacia nel migliorare i parametri qualitativi e quantitativi. Ha un’alta persistenza ed è poco dilavabile.

“Vengono premiate: l’efficacia del prodotto, l’unicità e la sostenibilità”. A ritirare il premio per Basalti Orvieto è stato il presidente Gianluca Pizzuti.

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International Blueberry Days: il Simposio

È continua la crescita della produzione di mirtilli in tutti i Paesi produttori su scala mondiale. Contemporaneamente se ne stanno affacciando di nuovi, come il Portogallo e la Polonia che di fatto stanno puntando a contendere il primato europeo alla Spagna. È quanto è emerso ieri (mercoledì 3 maggio) nella seconda delle quattro giornate dell’International Blueberry Days, che ha ospitato il Simposio insieme ai massimi esperti da tutto il mondo.

“In questi Paesi – spiega Bruno Mezzetti Ordinario dell’Università Politecnica delle Marche che ha coordinato la giornata di lavori -, si è registrata la crescita di areali più significativa in Unione Europea al punto che stanno contendendo il primato alla Spagna ancora molto sbilanciata sulle fragole nel comparto piccoli frutti. In Polonia, negli ultimi dieci anni, la produzione è di fatto triplicata facendo di Varsavia il primo fornitore di mirtilli della Germania. Un ruolo che era del Regno Unito prima della Brexit”.

La crescita media produttiva mondiale tra il 2021 e il 2022 si è attestata tra il 10 e il 15%, legata allo sviluppo di nuove varietà capaci di adattarsi a tutte le latitudini. Tra le nuove tecniche colturali spicca l’introduzione di produzioni fuori suolo. La mancanza di manodopera, necessaria per la raccolta sta, inoltre, spingendo alla meccanizzazione di questa fase.

“La particolarità delle filiere del mirtillo è legata alla scelta delle varietà premium che – conclude Mezzetti – per i principali player e secondo le analisi di mercato del settore, devono essere scelte non più solo dalle aziende agricole ma dai consumatori insieme alle imprese. A tal proposito, alcune grandi aziende agricole effettuano specifiche indagini di gradimento per identificarle”.

Nuove tecnologie a servizio dell’innovazione genetica e del comparto vivaistico

Nell’ambito del Salone del Vivaismo si è svolta ieri (mercoledì 3 maggio) la prima Tavola calda “Nuove tecnologie a servizio dell’innovazione genetica e del comparto vivaistico”.

Come emerso nell’incontro è attesa a breve, la presentazione della proposta di regolamento della commissione sulle TEA (Tecniche di evoluzione assistita), rivolta al Consiglio e al Parlamento Europeo. Al termine dell’iter legislativo, l’Europa aprirà le sue porte a piante migliorate geneticamente tramite biotecnologie non OGM necessarie per fare fronte ai cambiamenti climatici e all’uso della chimica.

“Questa prospettiva, oggi omologata agli OGM dalla attuale normativa europea, la Direttiva 18/2001 – ha detto l’europarlamentare Paolo De Castro intervenendo nell’incontro – aumenterà la qualità e la quantità dei prodotti agricoli, il reddito e soprattutto permetterà di ridurre l’uso della chimica. Speriamo che l’iter si concluda in breve tempo per offrire sostegno ai produttori ed essere più sostenibili in linea con gli obiettivi della strategia F2F”.

L’Italia, e in particolare il Crea, ha applicato alcune TEA per il miglioramento genetico delle piante che si basano su tecniche innovative denominate cisgenesi e genome editing. Tecniche che non possono ancora essere applicate alla sperimentazione in campo perché manca una legge che lo autorizzi. Al momento, in Italia ci sono tre progetti di legge in discussione.

“Le tre tecniche – ha spiegato Riccardo Velasco, direttore del Crea di Conegliano Veneto -, permettono di inattivare i vari geni che rendono vulnerabili le piante a patologie e stress abiotici. Le abbiamo sperimentate in vitro su numerose specie vegetali, con particolare successo su alcune arboree (vite, melo e agrumi). Abbiamo sviluppato delle uve da tavola, come l’Italia o la Vittoria, potenzialmente senza semi. Serve, ora, potere avviare i test in campo per verificare i risultati predetti in concreto”.

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