giovedì, 4 Giugno, 2026
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Lollobrigida, accordo Mercosur fa bene ma ci siamo tutelati

Non abbiamo cambiato linea. Abbiamo sempre detto che l’accordo può rappresentare un’opportunità per settori come l’industria, il vino e i formaggi, ma che rischia di penalizzare altri comparti, dal riso alle carni rosse.

È passata la nostra proposta di un fondo che assicurasse i comparti rispetto a sbilanciamenti e penalizzazioni con più di 6 miliardi nel quadro finanziario pluriennale. Fin dall’inizio abbiamo lavorato per convincere l’Unione europea a introdurre condizioni di reciprocità e clausole di salvaguardia”.

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Lo dichiara il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nel corso di una intervista a La Stampa, rispondendo alla domanda se l’Italia abbia cambiato la sua posizione rispetto all’intesa Ue-Mercosur.

Quindi, gli viene chiesto, in Consiglio Ue Meloni voterà a favore?

„Parliamo di un’intesa in cui l’Italia è stata decisiva: senza i nostri dubbi non ci sarebbe stata trattativa, con un ‘sì’ immediato avremmo avallato tutto mentre con un ‘no’ avremmo prodotto una minoranza di blocco.

Invece abbiamo aperto la strada a un confronto vero. Ora il testo va letto con attenzione insieme alle associazioni agricole, che abbiamo sempre consultato prima di assumere ogni decisione”, risponde.

 I 6 miliardi di cui parla però saranno a bilancio solo per il 2027-2035. Nel frattempo che succede?

„I tempi non sono brevi, si parla di effetti non prima del 2027. Intanto con Coltivaitalia abbiamo già messo in campo misure per i comparti più fragili.

Il riso è abbastanza protetto, mentre sulle carni rosse interverremo con 300 milioni di euro, più altrettante risorse dal Fondo per la sovranità alimentare. È un segnale chiaro: il governo non lascia indietro nessuno”.

Cosa significa concretamente per agricoltori e allevatori italiani?

„Per il mondo del vino e dei formaggi l’intesa è positiva. Chi invece aveva timori oggi ha garanzie maggiori. Ma il vero punto qui non è il Mercosur in sé, è l’approccio europeo agli accordi con Paesi terzi: finora non c’era reciprocità.

Qui norme rigide e Green Deal esagerato, fuori dall’Ue pesticidi e ormoni. Questo è il pericolo per il futuro. Non si può imporre ai nostri imprenditori regole severissime e poi permettere che arrivino merci prodotte con standard più bassi. Oggi siamo prudentemente soddisfatti: si è aperto un nuovo approccio”, conclude. 

Fonte dell'articoloansa.it
La Redazione
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