L’agricoltura è il grande oro dell’Italia con un valore aggiunto che ha superato nel 2024 i 42 miliardi di euro, ma è sempre più a rischio e fragile, schiacciata da scelte politiche miopi e dagli effetti della crisi climatica.
È quanto afferma Legambiente che al VII Forum nazionale „Agroecologia Circolare”, presenta tredici proposte che hanno al centro la bussola dell’agroecologia.
A contribuire al valore del settore agroalimentare ci sono 583 prodotti Dop (Denominazione di Origine Protetta) e 266 prodotti Igp (Indicazione Geografica Protetta), per un totale di 853 prodotti agroalimentari.
Nella Penisola cresce il biologico: stando agli ultimi dati disponibili Sinab 2024, il bio rappresenta ormai oltre il 20% della SAU nazionale, vicino al target del 25% previsto dal Green Deal europeo al 2030.
A pesare sull’agricoltura, spiega Legambiente, ci sono gli effetti della crisi climatica ma anche un modello di gestione intensivo e poco sostenibile e negli ultimi 38 anni sono scomparse due aziende su tre e la dimensione media è più che raddoppiata, aprendo la strada a una forte concentrazione fondiaria.
Al governo Legambiente chiede:
- lo stanziamento delle risorse per attuare il PNACC in agricoltura;
- l’approvazione di una legge per fermare il consumo di suolo;
- un piano strutturale per sostenere le imprese agricole e zootecniche delle aree interne e montane;
- un piano nazionale per il biologico e per la ristorazione collettiva;
- un piano per sviluppare agrivoltaico e biometano di qualità;
- l’approvazione di una legge sulle agromafie e l’agropirateria;
- attuare in modo immediato e rafforzato il PAN (Piano d’Azione Nazionale) sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari;
- approvare al più presto il DPR sul riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura.
All’Europa si chiede di:
- rimettere al centro del Green Deal Europeo le strategie europee Farm to Fork e Biodiversity 2030;
- definire una nuova PAC che premi davvero la qualità e le buone pratiche;
- mettere in campo un „Blue Deal” europeo per l’acqua con investimenti e regole comuni per promuovere colture meno idroesigenti;
- avviare un percorso europeo di uscita dal glifosato una norma europea più severa e vincolante sul multiresiduo.
„L’unica strada per garantire resilienza, qualità, sostenibilità, competitività e futuro all’agricoltura italiana – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è quella dell’agroecologia. L’Europa e l’Italia partano da questo caposaldo, ricordando che conciliare agricoltura e transizione energetica è possibile”.



