sabato, 15 Giugno, 2024
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Le bollicine sarde in vetrina al Vinitaly di Verona

Da antichi vitigni autoctoni, da quelli più diffusi ad altri poco noti e strappati all’oblio, nascono spumanti moderni, unici al mondo.

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Le bollicine made in Sardegna, con la loro specificità e il bouquet, espressione della ricca biodiversità, saranno raccontate e degustate al Vinitaly.

A Verona alla fiera del vino il 16 aprile – padiglione 8 alle 13,45 – focus su „Sardegna, isola di biodiversità, vitigni unici per spumanti originali”. Un incontro a cura delle agenzie regionali Agris, Laore e Sardegna Ricerche e Assoenologi.

Un’occasione per mettere in evidenza unicità e potenzialità delle bollicine isolane con le nuove tipologie create dai viticoltori e quelle frutto del progetto di Agris e Sardegna Ricerche „Akinas spin-ov” – spumanti innovativi da vitigni autoctoni”, esempio virtuoso di collaborazione tra enti pubblici e imprese.

I ricercatori Agris, col coordinamento scientifico di Gianni Lovicu, hanno individuato e selezionato vitigni autoctoni dagli aromi inconfondibili, fruttati, floreali coi sentori della vegetazione della Sardegna, sapidi, ideali per la spumantizzazione sia col metodo classico che charmat, come è emerso dalla sperimentazione su 25 vitigni.

„La ricerca ha inoltre individuato una serie di antichi vitigni a maturazione tardiva, che li rende particolarmente resistenti al cambiamento climatico, ambito di forte interesse e fondamentale per la viticoltura del futuro”, sottolinea all’ANSA Lovicu.

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La Sardegna si presenta al Vinitaly forte del suo patrimonio di viti esclusive.

„Ognuna ha le potenzialità per esprimere vini in purezza o uvaggi eleganti”, ha detto all’ ANSA Mariano Murru, presidente assoenologi Sardegna, uno dei relatori e organizzatori dell’ incontro assieme a Gianni Lovicu, Maria Assunta Serra, direttrice generale Sardegna Ricerche e Marcello Onorato, direttore generale Laore Sardegna.

„L’Isola – ha messo in luce Murru – ha le carte in regola per conquistare con la qualità e le sue peculiarità, i mercati nazionali e internazionali”.

Non solo vermentino, cannonau, nuragus, torbato.

„Sarà una piacevole sorpresa sorseggiare anche nasco, o lacconargiu, tesori dell’ enologia sarda, che dalle vigne abbandonate conquistano una prestigiosa vetrina e si sottopongono al giudizio di esperti ed esperte”, conclude Gianni Lovicu.

Fonte dell'articoloansa.it
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