giovedì, 4 Giugno, 2026
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L’asse di Budapest sfida Bruxelles: Orbán rilancia il fronte pacifista e mantiene il blocco ai prodotti ucraini

L’Ungheria alza il tiro nella sua ostruzione ai piani dell’Unione europea di sostegno all’Ucraina, preparando un asse con Slovacchia e Repubblica Ceca contro la guerra e confermando le restrizioni ai prodotti agricoli ucraini, nonostante l’entrata in vigore del rinnovato accordo commerciale tra Bruxelles e Kyiv.

In un’intervista al portale paneuropeo Politico, il consigliere del primo ministro ungherese Viktor Orbán, Balázs Orbán, ha annunciato che Budapest sta lavorando alla creazione di un asse „anti-Ucraina” con Bratislava e Praga, dopo la vittoria del nazionalista Andrej Babiš alle elezioni ceche. „Penso che succederà, e sarà sempre più evidente”, ha dichiarato Balázs Orbán a Politico.

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In un’intervista rilanciata martedì mattina anche sul suo profilo ufficiale, Viktor Orbán ha fatto riferimento al nuovo asse con lo slovacco Robert Fico e con il premier in pectore ceco.

„Nell’Europa centrale, il fronte pacifista sta crescendo. Con l’aggravarsi delle difficoltà economiche in Europa, sempre più nazioni si renderanno conto che la pace è l’unica strada”, ha affermato.

Sulla stessa linea si è espresso il ministro degli Esteri Péter Szijjártó, che martedì ha partecipato alla terza Conferenza internazionale di Minsk sulla sicurezza euroasiatica, dove ha incontrato l’omologo russo Sergej Lavrov.

Parallelamente, Budapest ha confermato il mantenimento del divieto nazionale di importazione sui prodotti agricoli ucraini, nonostante l’entrata in vigore, il 29 ottobre 2025, del rinnovato accordo commerciale tra l’UE e l’Ucraina.

Parlando il 27 ottobre, il ministro dell’Agricoltura ungherese István Nagy ha criticato la presidenza di turno danese dell’UE per aver chiesto agli Stati membri di presentare nuove proposte di sostegno a Kyiv „anziché affrontare la situazione dei mercati agricoli europei e i problemi concreti degli agricoltori”.

Il ministro ha ricordato che l’UE ha recentemente approvato quote d’importazione „particolarmente elevate” su proposta della Commissione, in occasione del rinnovo dell’accordo di libero scambio con l’Ucraina.

„Non si può parlare di un sostegno di Bruxelles all’Ucraina a spese degli agricoltori europei e ungheresi”, ha ribadito Nagy.

Dal canto suo, il commissario europeo per l’Agricoltura Christoph Hansen ha difeso l’intesa, sottolineando che la Commissione considera „opportuno rafforzare gli scambi commerciali tra l’Ucraina e l’Unione europea”.

Parlando il 28 ottobre a margine del Consiglio Agricoltura e Pesca a Lussemburgo, Hansen ha spiegato che l’accordo aggiornato „include l’aumento di numerosi contingenti tariffari” e che la liberalizzazione „porterà benefici sia agli agricoltori ucraini sia a quelli europei”.

„Non solo le importazioni ucraine nell’UE, ma anche le esportazioni europee verso l’Ucraina. In questo contesto – ha aggiunto – assistiamo a una liberalizzazione di molte linee tariffarie, che andrà a diretto vantaggio della nostra comunità agricola”.

Hansen ha poi evidenziato „l’importanza di trovare un equilibrio tra il maggiore accesso e i vantaggi economici concessi ai produttori ucraini e la necessità di mantenere la solidarietà con gli agricoltori europei”.

Il commissario ha infine ricordato che l’Ucraina si è impegnata a rispettare gli standard di produzione agricola dell’UE entro il 2028, un passo considerato cruciale verso l’integrazione europea.

Secondo Bruxelles, i nuovi contingenti tariffari introdotti con l’accordo garantiranno maggiore prevedibilità e dovrebbero gradualmente eliminare i divieti unilaterali di importazione imposti da alcuni Stati membri, come quello mantenuto da Budapest.

La Redazione
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