domenica, 14 Aprile, 2024
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La commissione AGRI del PE chiede maggiore sostegno finanziario per la macellazione degli animali in azienda

La commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) del Parlamento europeo ha appoggiato la proposta della Commissione europea di concedere agli allevatori una maggiore flessibilità nella macellazione degli animali all’interno delle singole aziende, riducendo così la necessità di trasporto degli animali, ma ha chiesto maggiori aiuti economici per agevolare questa pratica.

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In un regolamento delegato adottato lo scorso dicembre, la Commissione europea ha proposto di rendere più facile l’abbattimento degli animali all’interno dell’azienda agricola, nel caso in cui vi fosse un pericolo per l’animale o per l’operatore durante il trasporto ad altra struttura.

In Europa, le piccole strutture locali per la macellazione si stanno riducendo a favore di grandi strutture industriali decentrate, allungando così i tempi di trasporto e causando stress e persino sofferenza fisica agli animali.

Per le ONG e per un numero crescente di Paesi dell’UE, la soluzione risiede nella macellazione in azienda, utilizzando „macelli mobili”, ovvero strutture autotrasportate che viaggiano da un’azienda all’altra con le attrezzature appropriate.

„Stiamo dando maggiore flessibilità alla macellazione in azienda”, ha dichiarato Koen Van Dyck, rappresentante della DG Salute della Commissione, ai deputati della commissione Agri del Parlamento europeo.

L’unica condizione, ha ricordato, è il rispetto delle norme igienico-sanitarie per garantire la sicurezza alimentare, poiché la carne macellata in loco viene venduta sul mercato europeo e può anche essere esportata, senza alcuna differenza rispetto ai prodotti provenienti dai macelli industriali.

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Uno di questi obblighi è la presenza in azienda di un veterinario prima della macellazione.

I deputati hanno ampiamente sostenuto la proposta, ma Martin Häusling (Germania, Verdi/EFA) ha affermato che „c’è ancora molta burocrazia”, lamentando in particolare proprio l’obbligo della presenza di un veterinario sul posto.

„Ci sono milioni di cacciatori in Europa e quando abbattono un cervo non c’è nessun veterinario presente”, ha aggiunto Martin Häusling che è anche titolare di un’azienda agricola biologica, mentre l’eurodeputato rumeno Daniel Buda (PPE) ha sottolineato che „non ci sono abbastanza veterinari da inviare ovunque gli animali vengano abbattuti”.

La Commissione ha respinto questa critica in quanto ritiene che „l’ispezione prima della morte” da parte di un veterinario sia una procedura „necessaria” per garantire che la carne macellata in loco sia sicura come qualsiasi altra carne sul mercato.

Sostenibilità economica

„In Romania non ci sono molti macelli sul territorio, quindi la Commissione dovrebbe ora garantire che gli Stati membri applichino questa legislazione”, ha aggiunto Buda, chiedendo assistenza finanziaria alle aziende agricole per l’acquisto di attrezzature per il trattamento e la lavorazione delle carni.

Questa richiesta era tra quelle presentate dal Parlamento europeo in una relazione del 2021 della commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto.

Gilles Lebreton (Francia, ID) ha sottolineato che il primo macello mobile francese che aveva iniziato a operare nel 2021 – Bœuf Ethique – è fallito dopo soli due anni di attività a causa di un calo degli ordini dovuto al confinamento legato al COVID, all’aumento dei costi e ai ritardi accumulati nei pagamenti.

„La Commissione è a conoscenza di questo fallimento in Francia?”, ha chiesto l’eurodeputato, riconoscendo che il sistema, in altri Paesi come ad esempio la Svezia, funziona.

Il Paese scandinavo, molto sensibile alle tematiche del benessere animale, è oggi un punto di riferimento in questo campo. Negli ultimi anni ha investito molto per produrre alimenti di origine animale di alta qualità su piccola scala.

Secondo la Corte dei Conti europea, gli allevatori che utilizzano macelli mobili „devono affrontare sfide in termini di logistica e redditività”. I costi operativi rendono necessario „creare valore aggiunto” e aumentare il prezzo finale per i consumatori.

Irène Tolleret (Francia, Renew) ha affermato che un’etichettatura chiara del metodo di macellazione permetterebbe agli allevatori di „aggiungere valore alla loro carne e fidelizzare i clienti”.

Liberalizzazione graduale

Le norme UE vietano la macellazione negli allevamenti dal 2004. Dal 2021, tuttavia, gli allevatori sono autorizzati a dissanguare e stordire gli animali nell’azienda agricola in caso di rischio per l’animale o per l’operatore durante il trasporto ad altra struttura.

Il 14 dicembre 2023, la Commissione ha adottato un atto delegato che estende la macellazione in azienda a ovini e caprini – inizialmente la sperimentazione era stata limitata a cavalli, bovini e suini – in caso di rischi dovuti al trasporto. Ogni azienda agricola può macellare fino a tre buoi, sei maiali o nove pecore o capre all’anno.

Secondo i dati della Commissione europea, più del 33% dei trasporti di animali vivi dura tra le 8 e le 24 ore. Per cavalli, bovini, ovini e caprini, la percentuale sale al 40%.

Fonte dell'articoloeuractiv.it
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