domenica, 25 Febbraio, 2024
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Ismea, in aumento raccolti di grano duro e tenero italiano

Sono in aumento i raccolti di frumento duro nazionale per la crescita delle superfici, incoraggiata dai prezzi elevati dello scorso autunno che hanno orientato gli investimenti; preoccupa però il profilo qualitativo della granella compromessa dalle piogge di maggio e giugno.

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Situazione analoga per il grano tenero, stimato in crescita dell’11,6% per le superfici e del 10,6% per i raccolti a 3 milioni di tonnellate, su cui incombono gli stessi timori per il clima.

Per entrambi i prodotti, le quotazioni di luglio, mese che segna l’avvio della nuova campagna, registrano variazioni positive, sulla scia delle stime al ribasso sui raccolti mondiali.

Sono alcuni dei dati di Ismea, pubblicati nei due report Tendenze sul frumento duro e tenero, con gli ultimi aggiornamenti sulle dinamiche dei prezzi all’origine, sulla situazione dei raccolti in Italia e nel mondo e le prospettive alla luce dello stop di Mosca all’intesa per l’esportazione di grano attraverso il Mar Nero dai porti ucraini.

Sul fronte dei prezzi del grano duro, dopo la fiammata del biennio 2021-2022, il mercato si è ridimensionato sulla scia delle commodity agricole ed energetiche. Stessa cosa per il tenero, ma le tensioni legate al mancato rinnovo dell’accordo sul grano ucraino stanno nuovamente innescando una corsa ai rialzi. La campagna 2023/24, secondo Ismea, dovrebbe mantenere gli attuali livelli di prezzo per il grano duro o, quantomeno, escludere evidenti flessioni.

Per il tenero, di cui l’Italia è strutturalmente deficitaria (l’import compre il 60% del nostro fabbisogno) lo scarso livello qualitativo che si prefigura per i raccolti nazionali, potrebbe determinare una spinta aggiuntiva all’import, esponendo maggiormente l’Italia a possibili turbolenze sui mercati internazionali. Facendo, secondo Ismea, però, il calo dei raccolti mondiali, il lieve incremento della domanda e la flessione attesa delle scorte per il 2023/24, rappresentano elementi di criticità, ma non di entità tale da giustificare, da soli, variazioni significative dei prezzi.

Fonte dell'articoloansa.it
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