giovedì, 9 Febbraio, 2023
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Ecoschema 5, ecco l’elenco delle specie ammesse per i miscugli

Dopo l’approvazione del Piano Strategico italiano per la Pac (Psp), il 23 dicembre 2022 è stato emanato il Decreto ministeriale con cui vengono disciplinati i pagamenti diretti del I pilastro della Pac.

Nelle scelte nazionali del Psp, la decisione più complessa e dibattuta ha riguardato gli ecoschemi. In particolare, grande interesse ha suscitato l’ecoschema n. 5 Pagamento per misure specifiche per gli impollinatori. Vediamone i contenuti.

Gli ecoschemi

Il Reg. Ue 2021/2115 prevede che gli Stati membri attivino un sostegno a favore dei regimi volontari per il clima e l’ambiente (“regimi ecologici”) alle condizioni stabilite dal regolamento e come ulteriormente specificato nei loro piani strategici della Pac.

Agli ecoschemi l’Italia ha destinato il 25% delle risorse del Psp (percentuale minima obbligatoria, come sancisce il Reg. Ue 2021/2115), pari a 887,8 milioni di euro per l’Italia, suddiviso per ognuna delle cinque tipologie. Più precisamente, il 42,4% all’Eco 1, il 17,5% all’Eco 2, il 16,9% all’Eco 3, il 18,3% all’Eco 4 e il 4,9% all’Eco 5 (tab. 1).

Gli ecoschemi hanno una finalità ambientale, in linea con la Strategia Farm to Fork, e – secondo le scelte nazionali – si rivolgono alla zootecnia, alle colture arboree, agli oliveti paesaggistici, ai sistemi foraggeri estensivi e agli impollinatori, con pagamenti e impegni specifici (tab. 2).

Se possiedono i requisiti e rispettano i relativi impegni gli imprenditori agricoli possono cumulare i pagamenti di più ecoschemi, eccetto l’Eco 2 “inerbimento delle colture arboree” e l’Eco 5 “misure per gli impollinatori” che non sono cumulabili tra loro.

Gli ecoschemi disponibili per l’Italia

La misura per gli impollinatori

Il Decreto ministeriale 23 dicembre 2022, in linea con il Psp, prevede di destinare un budget di 43,4 milioni di euro l’anno per una misura specifica per gli impollinatori, l’ecoschema 5 (Eco 5).

Per poter beneficiare dell’Eco 5 l’agricoltore deve assicurare il mantenimento di una copertura dedicata con piante di interesse apistico (nettarifere e pollinifere) a perdere, spontanee o seminate, con impegni diversificati nelle superfici con colture arboree o a seminativo (tab. 2).

L’elenco delle piante di interesse apistico è riportata nell’allegato IX del Decreto ministeriale 23 dicembre 2022 (tab. 3). Le colture devono essere presenti in miscugli, quindi non si possono coltivare piante di interesse apistico in purezza. Lo stesso decreto annuncia che saranno emanate apposite linee giuda con raccomandazioni sulla scelta delle piante, al fine di migliorare l’efficacia dell’ecoschema.

Le piante di interesse apistico, su tutta la superficie di impegno, non potranno essere oggetto di operazioni di sfalcio, trinciatura o sfibratura per tutto il periodo che va dalla germinazione al completamento della fioritura, fissato dall’1 marzo al 30 settembre.

Gli importi del pagamento

L’adesione all’ecoschema “impollinatori” prevede un pagamento di 500 €/ha per le colture a seminativo e di 250 €/ha per le colture arboree, con maggiorazioni (+20%) nelle zone vulnerabili ai nitrati e nelle zone Natura 2000.

Va però tenuto conto che gli importi unitari effettivi che verranno erogati, per ciascun anno di domanda, sono determinati da Agea in relazione al numero di domande e degli ettari ammissibili al sostegno nell’anno considerato, nel rispetto degli importi previsti dal massimale concesso all’ecoschema.

Per tale ragione se le domande o gli ettari ammissibili al sostegno nell’anno di domanda fossero maggiori rispetto alle disponibilità del plafond, il sostegno massimo (500 o 250 €/ha) sarà riproporzionato in base alle risorse massime disponibili. Il plafond dell’Eco 5 di 43,4 milioni di euro è stato suddiviso in due sottoplafond di 33,4 milioni di euro per i seminativi e di 10 milioni di euro per le colture arboree.

Il pagamento annuale concesso si aggiunge a quello di base, quindi, per accedere alle misure per gli impollinatori, l’agricoltore deve possedere i titoli su tutta la superficie oggetto di impegno.

Ecoschema 5: misure specifiche per gli impollinatori

Gli impegni nei seminativi

Nelle superfici a seminativo, l’Eco 5 prevede i seguenti tre impegni:

  • mantenimento, nell’anno di domanda, della copertura dedicata con piante di interesse apistico (nettarifere e pollinifere), spontanea o seminata;
  • non esecuzione di operazioni di sfalcio, trinciatura o sfibratura delle piante di interesse apistico su tutta la superficie oggetto di impegno, per tutto il periodo dalla germinazione al completamento della fioritura (dall’1 marzo al 30 settembre);
  • fino al completamento della fioritura non utilizzo di diserbanti chimici e di altri prodotti fitosanitari sulla superficie oggetto di impegno ed esecuzione di controllo esclusivamente meccanico o manuale di piante infestanti non di interesse apistico sulla superficie oggetto di impegno.

Il Decreto ministeriale 23 dicembre 2022 fissa le dimensioni minime e le fasce di rispetto:

  • una superficie minima di almeno 0,25 ettari contigui, con una larghezza minima di 20 metri;
  • una fascia di rispetto costituita da una distanza da 3 a 5 metri da colture limitrofe non soggette a limitazione dell’uso di prodotti fitosanitari;
  • i 3 metri sono da intendersi come distanza minima e i 5 metri come distanza massima pagabile (su questa fascia di rispetto si applicano gli impegni di non utilizzo di diserbanti chimici e di altri prodotti fitosanitari.

Dopo il completamento della fioritura, dal 1° ottobre, sulla superficie oggetto di impegno è possibile effettuare la semina di una coltura principale.

Gli impegni nelle colture arboree

Nelle colture arboree, l’Eco 5 prevede i seguenti quattro impegni:

  • mantenimento su almeno il 70% della superficie oggetto di impegno, nell’anno di domanda, della copertura dedicata con piante di interesse apistico (nettarifere e pollinifere), spontanea o seminata;
  • non esecuzione di operazioni di sfalcio, trinciatura o sfibratura delle piante di interesse apistico su tutta la superficie delle coltivazioni arboree, per tutto il periodo dalla germinazione al completamento della fioritura (dall’1 marzo al 30 settembre);
  • non utilizzare diserbanti chimici ed eseguire il controllo esclusivamente meccanico o manuale di infestanti non di interesse apistico su tutta la superficie delle coltivazioni arboree oggetto di impegno;
  • non utilizzare gli altri prodotti fitosanitari durante la fioritura sia della coltura arborea sia della coltura di interesse apistico su tutta la superficie della coltivazione arborea oggetto di impegno e durante il resto dell’anno applicare le tecniche della difesa integrata.

Il Decreto ministeriale 23 dicembre 2022 fissa le dimensioni minime: almeno 0,25 ettari contigui, con una larghezza minima di 20 metri (compresa la fila o, per le colture non in filare, la proiezione verticale della chioma).

Il 70% della superficie oggetto di impegno si calcola come “rapporto tra la Sau ammissibile inerbita della coltura permanente e la Sau totale ammissibile della coltura permanente”, come misurata nel Sipa (Sistema di identificazione delle parcelle agricole).

Cumulabilità

È possibile combinare sulla medesima superficie l’adesione ad Eco 5 con altri interventi (ecoschemi, interventi settoriali e interventi agro-climatico-ambientali) complementari e compatibili, posto che in ogni caso venga assicurata la non duplicazione dei pagamenti per gli impegni che si sovrappongono.

Il pagamento dell’Eco 5 è cumulabile con:

  • pagamento per la salvaguardia di olivi di valore paesaggistico (Eco 3);
  • pagamento per sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento (Eco 4).

Invece, non è cumulabile con quello per l’inerbimento delle colture arboree (Eco 2).

Vincoli e valutazioni economiche

Il Decreto ministeriale 23 dicembre 2022 fissa tre paletti precisi:

– colture in miscugli;

– colture a perdere;

– periodo dall’1 marzo al 30 settembre, in cui le piante di interesse apistico devono rimanere in campo, senza possibilità di essere eliminate anche se hanno completato la fioritura.

Molti agricoltori hanno interpretato l’adesione all’Eco 5 come compatibile con l’ordinaria coltivazione produttiva di erba medica, favino, sulla, trifoglio ecc., in quanto tali specie sono inserite nell’elenco della piante di interesse apistico: ma non è così.

Le superfici impegnate ad Eco 5 devono prevedere colture in miscugli a perdere. Quindi, hanno una sola finalità: la diffusione di colture di interesse apistico, creando le condizioni favorevoli allo sviluppo degli insetti impollinatori selvatici, concorrendo pertanto all’obiettivo di invertire la tendenza alla diminuzione degli impollinatori. La convenienza economica dell’adesione all’Eco 5 va valutata attentamente.

Elenco delle piante di interesse apistico

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