domenica, 14 Aprile, 2024
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Caveri, „strada del col Ranzola ha fini turistici e agricoli”

„Non ci siamo inventati la pista del Col Ranzola: si tratta di un tema all’attenzione dei due Comuni da molti anni e il progetto nasce da lettere e incontri con le due Amministrazioni. La realizzazione di una pista poderale ha finalità agricola, turistica e di protezione civile”.

Lo ha detto l’assessore regionale luciano Caveri, rispondendo in aula ad un’interpellanza di Progetto civico progressista sul progetto di strada intervalliva sul Col Ranzola.

„Dal lato Brusson – ha spiegato Caveri – esiste già una strada poderale che raggiunge l’alpeggio Fenêtre, mentre lato Gressoney la strada esistente si ferma all’arrivo della seggiovia Weissmatten. L’intervento mira dunque a garantire un collegamento tra due accessi viari già esistenti per favorire la ripresa delle attività agricole ed economiche anche per preservare il territorio e contrastare lo spopolamento. Evidenzio che, se sulle Alpi non esistesse una natura addomesticata presidiata, sarebbe un disastro”.

Secondo Caveri „la pista poderale consentirebbe il controllo e le eventuali operazioni fitosanitarie di un’ampia fascia boscata che funge sostanzialmente da bosco di protezione per la prevenzione da dissesti idrogeologici e in particolare da fenomeni valanghivi. La sua esecuzione, data la natura lineare, sarà suddivisa in stralci funzionali in maniera da servire inizialmente gli alpeggi esistenti e successivamente completare il tracciato. L’intervento rientra tra quelli di manutenzione della viabilità e tra le misure di incentivazione per la crescita sostenibile e lo sviluppo economico dei territori montani, ivi compresi la mobilità sostenibile”.

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„Io credo – ha concluso Caveri – che immaginare una pista di questo genere sia totalmente coerente con una logica di sviluppo delle vallate: l’idea di avere un’arteria che possa rompere l’isolamento sia un’esigenza significativa e quindi ogni critica è accettata ma bisogna sempre essere logici nelle determinazioni”.

„Noi siamo per il sì ad un ambiente da valorizzare – ha replicato Chiara Minelli (Pcp) – ma abbiamo un’idea diversa di valorizzazione da quella della maggioranza. Si parla di ‘natura addomesticata’ ma bisogna decidere a quali livelli. Questo intervento, nei termini in cui è stato posto, appare insensato. Abbiamo centinaia di chilometri di strade poderali, ma abbiamo ancora un problema irrisolto: quello della percorribilità e delle relative responsabilità, su cui c’è un tavolo aperto ma di cui non si sa più nulla. Bisognerebbe risolvere questa situazione prima di pensare a nuove strade poderali. Noi riteniamo che si potevano prendere in considerazione altri interventi: se questa costosa e discutibilissima opera sarà realizzata e si arriverà al via vai di motori, sicuramente le parole di Tolstoj, che transitò lassù e che sono riportate in quel luogo, risulteranno nostalgiche e racconteranno di un luogo irriconoscibile”. 

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