giovedì, 13 Giugno, 2024
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Camionisti esasperati, caos al confine tra Polonia e Ucraina: settimane per varcare la frontiera

Non si intravede alcun accordo all’orizzonte per sbloccare gli accessi ai varchi di frontiera tra Polonia e Ucraina. Ora la Slovacchia si è unita ai manifestanti polacchi bloccando un altro varco. I camionisti ucraini rimangono in coda anche per tre settimane in attesa di tornare nel Paese

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I camionisti bloccati al confine tra Ucraina e Polonia sono esasperati. Dopo un mese infiammano ancora le proteste da parte delle aziende polacche per il trasporto, che chiedono il ripristino delle restrizioni al transito degli autotrasportatori ucraini.

Il blocco stradale che impedisce il passaggio ai camion ucraini ha creato lunghe code, causando notevoli disagi. Migliaia di autisti ucraini sono bloccati in Polonia, circa 3mila camion.

Gli autotrasportatori polacchi si oppongono all’abolizione dei permessi per i trasportatori ucraini di merci su strada che regolano gli ingressi dai Paesi extracomunitari nell’Unione europea (Ue). Le patenti di guida e i certificati di idoneità professionale rilasciati dall’Ucraina sono stati automaticamente riconosciuti come validi anche nell’Ue.

Dal 2022 le nuove regole starebbero causando danni economici alle aziende di trasporto locali, sostengono i guidatori polacchi. La Commissione europea ha modificato le restrizioni anche sul numero di camion in transito tra Ucraina e Ue, per aiutare il Paese dopo l’invasione russa. I polacchi denunciano una concorrenza sleale e accusando le aziende ucraine di offrire prezzi più bassi e non sono vincolati agli standard dell’Ue.

„Lasciateci andare tutti a casa. Questa è la nostra gentile richiesta”, chiede uno dei camionisti ucraini bloccati, Oleg Treciak, che sottolinea come quello che sta avvenendo „non è normale. Alcune persone sono venute qui e hanno passato anche 3 settimane in cabina”.

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Il freddo peggiora la situazione al confine

Il clima non aiuta gli autisti ucraini, con temperature sotto zero, neve e vento gelido. Mancano anche i servizi igienici e il cibo non sembra essere sufficiente. Due ucraini sono morti per cause naturali all’interno dei loro veicoli, ma le autorità polacche sostengono che c’è stata solo una vittima.

Alcuni volontari hanno dato da mangiare agli autotrasportatori bloccati. È il caso di Artom, un uomo ucraino che vive da anni in Polonia.

„Abbiamo portato del cibo, tra cui una zuppa calda, e alcune cose di base di cui gli autisti qui hanno semplicemente bisogno”.

Edyta Ozygala, proprietaria di un’azienda di trasporto merci, è tra i manifestanti polacchi. A suo dire, la protesta principale nei confronti degli autisti ucraini riguarda „l’esclusione degli autisti dell’Ue da un sistema che noi chiamiamo ‘e-queue’ che regola le partenze dall’Ucraina e l’ingresso in Polonia. Questo tempo è tempo perso, mentre aspettiamo la partenza dall’Ucraina. Dobbiamo trascorrere molti giorni lì, in genere, al momento sono circa 12-14 giorni di questa attesa, e aspettiamo in auto”.

I guidatori polacchi vogliono inoltre che i camion vuoti di ritorno dall’Ucraina siano esclusi da eCherha, un sistema di code elettroniche istituito da Kiev, che secondo i manifestanti crea tempi di attesa eccessivi ed espone le aziende a perdite economiche.

Negli ultimi giorni gli autotrasportatori slovacchi si sono uniti alle proteste delle aziende polacche. Sono quattro i varchi d’accesso bloccati in Polonia e uno in Slovacchia. Tra questi c’è il valico di Medyka, che dall’inizio della guerra con la Russia è uno snodo fondamentale per l’ingresso di aiuti umanitari e militari in Ucraina. La consegna di forniture alle forze armate ucraine o di carburante e beni essenziali tuttavia non viene ostacolata.

Domenica, Kiev ha annunciato l’apertura di un nuovo valico di frontiera tra Uhryniv e Dołhobyczów, per i camion vuoti che tornano a casa. Secondo il vice primo ministro ucraino Oleksandr Kubrakov, questo è il risultato di un lungo dialogo con Varsavia. Finora le perdite economiche dovute alla paralisi del commercio ucraini sono stimate in circa 400 milioni di euro.

„Vogliamo ritirarci dal contratto sfavorevole Ue-Ucraina”, afferma Krzysztof Bosak, un parlamentare polacco del partito di estrema destra Movimento nazionale.

Un contratto che „ha eliminato il sistema di permessi reciproci che in passato ha regolato le relazioni tra Ucraina e Ue nel settore dei trasporti. L’abolizione totale del sistema di permessi, come ha fatto Bruxelles, ha destabilizzato completamente il mercato, e abbiamo bisogno di un ritorno alla situazione normale, in cui gli imprenditori di entrambe le parti sappiano da che parte stare”.

Fonte dell'articoloit.euronews.com
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