domenica, 25 Febbraio, 2024
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Agritech, Bruxelles ha incaricato l’italiana Aretè di creare un sistema di allerta per le crisi climatiche in agricoltura

Prevenire è meglio che curare. Tra alluvioni, alte temperature e incendi disastrosi, gli eventi estremi dovuti alla crisi climatica hanno avuto un serio impatto sul settore agricolo in tutta Europa.

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Solo in Italia l’effetto combinato delle forti piogge e del caldo torrido ha comportato una riduzione del 70% della produzione di miele, del 60% quella di ciliegie, del 10% quella di grano e di latte. Prevedere in tempo il verificarsi di condizioni critiche potrebbe aiutare a evitare i contraccolpi peggiori sui mercati e a implementare contromisure più efficaci.

Per questo la Commissione europea ha affidato ad Areté, azienda bolognese specializzata in analisi economiche per l’agribusiness, un sistema di allerta rapido che usi i big data per determinare i rischi futuri per campi e raccolti.

Il modello di partenza è il Rapid Alert System for Food and Feed (RASFF), già usato per le emergenze sanitarie, come il Covid 19. Sarà però applicato per gestire in maniera centralizzata le crisi del mercato agroalimentare, unendo tecniche di coltivazione di precisione e ricerca digitale.

Una risorsa importante dopo la riforma della PAC

La guerra in Ucraina e le diffuse siccità che hanno colpito diverse zone dell’Europa nell’ultimo anno hanno fatto schizzare in alto i prezzi di diversi prodotti fondamentali nelle nostre diete: tra questi grano, zucchero, latte e oli vegetali.

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Un sistema di sorveglianza e allerta permetterebbe di diminuire la volatilità dei costi di scambio, aiutando gli agricoltori e riducendo i rischi di crisi alimentari nei Paesi più poveri del mondo. Sarebbe anche una risorsa utile a migliorare i piani di azione della nuova Politica agricola europea.

La riforma della PAC per il 2023-2027 prevede lo smantellamento del meccanismo di compensazione che legava i fondi erogati ai prezzi di riferimento dei prodotti agricoli e alle quote di commercializzazione.

Ora la nuova PAC varata da Bruxelles prevede la concessione di una cifra forfettaria, che secondo gli esperti e gli addetti ai lavori non fornisce garanzie sufficienti in caso di distruzione totale – o quasi – dei raccolti o interruzione della produzione agricola e delle attività connesse.

Tra le missioni della PAC inoltre c’è la promozione della ricerca tecnologica e dell’innovazione, per un settore agricolo più „intelligente e sostenibile”.

Le imprese che già utilizzano sistemi di agritech hanno risultati sensibilmente migliori rispetto alle loro concorrenti in settori quali il risparmio di acqua (fino al 30%), di pesticidi e di fertilizzanti. Tuttavia, per ora, meno dell’8% dei terreni coltivati in Italia dispone di soluzioni hight tech.

Areté nei prossimi 18 mesi realizzerà una mappatura delle tecnologie più utili in agricoltura. I dati raccolti miglioreranno l’attuale sistema informativo Ue sui mercati agroalimentari, sui mezzi dei quali dispongono e sulla filiera di distribuzione.

Oltre ai 27 Paesi UE saranno analizzati anche Usa, Canada e Australia. In questo modo sarà possibile per gli operatori gestire in maniera rapida e tempestiva le crisi agricole derivanti da eventi estremi o da altri accadimenti imprevedibili.

Fonte dell'articoloeuractiv.it
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