martedì, 14 Luglio, 2026
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L’Italia rafforza gli acquisti di mais ucraino grazie alla qualità stabile del prodotto

L’Italia continua a essere uno dei principali importatori di mais ucraino. Nella campagna di commercializzazione 2025/26, il Paese ha aumentato gli acquisti grazie alla qualità costante del mais proveniente dall’Ucraina, mentre i fornitori tradizionali hanno dovuto affrontare problemi legati alla resa e alla qualità del raccolto.

Secondo Dmytro Sukh, trader della società Almeida Group, negli ultimi anni il mais ucraino è diventato per il mercato italiano non più una fonte occasionale, ma un fornitore stabile e strategico.

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Gli acquirenti italiani si sono abituati alla logistica ucraina, ai volumi costanti e alla qualità del prodotto, rafforzando così la posizione dell’Ucraina sul mercato italiano.

Una delle principali cause del cambiamento dei flussi commerciali è stata la presenza di aflatossine nel mais proveniente da Romania e Ungheria. Nel 2023 questo problema ha limitato significativamente la capacità di entrambi i Paesi di esportare mais verso l’Italia.

Al contrario, il mais ucraino si è dimostrato costante dal punto di vista qualitativo e conforme ai requisiti degli importatori italiani in materia di contenuto di tossine.

„Mentre nei Paesi vicini si sono verificati per due anni consecutivi problemi di tossine e di resa, il mais ucraino si è distinto per la sua stabilità. Inoltre, è stato utilizzato anche per migliorare la qualità complessiva dei programmi di approvvigionamento”, sottolineano gli esperti di Almeida Group.

Anche Emanuele Argint, broker italiano e direttore di ACOS SRL, conferma che gli acquirenti italiani attribuiscono particolare importanza alla qualità del prodotto, in particolare al contenuto di aflatossine.

„Il mais ucraino non presenta problemi di aflatossine. I controlli di qualità vengono effettuati sia durante il carico sia al momento della spedizione”, ha dichiarato.

Un ulteriore fattore è stato il forte calo del raccolto di mais in Ungheria. Di conseguenza, le esportazioni ungheresi verso l’Italia nel periodo luglio-febbraio della campagna 2025/26 si sono quasi dimezzate, scendendo a 345 mila tonnellate, rispetto alle 606 mila tonnellate dello stesso periodo dell’anno precedente.

Una parte significativa di questo deficit è stata compensata dal mais ucraino, consentendo agli importatori italiani di riorganizzare rapidamente i propri programmi di acquisto.

Negli ultimi anni il ruolo dell’Ucraina sul mercato italiano è cresciuto in modo significativo. Se in passato le esportazioni si attestavano tra 0,7 e 1,7 milioni di tonnellate per stagione, nella campagna 2022/23 sono salite a 2,5 milioni di tonnellate, mentre nel 2023/24 hanno raggiunto 3 milioni di tonnellate.

Parallelamente, la Spagna ha ridotto i propri acquisti, permettendo così all’Italia di diventare il principale importatore di mais ucraino tra i Paesi dell’Unione Europea.

Gli esperti ritengono che, se le attuali condizioni commerciali rimarranno invariate, l’Italia potrà continuare a importare circa 3 milioni di tonnellate di mais ucraino all’anno.

Tuttavia, una ripresa della produzione in Ungheria e negli altri Paesi dell’Europa centrale nella prossima stagione potrebbe aumentare la concorrenza sul mercato italiano.

La Redazione
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