La Toscana del vino apripista delle nuove tecnologie genomiche con la coltivazione della prima vite di Sangiovese. La piantina del vitigno simbolo della viticoltura toscana sta crescendo nei laboratori del Crea di Conegliano Veneto (Treviso) grazie ad un progetto di ricerca sperimentale promosso da Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana insieme al Crea-Ve di Udine ed il coinvolgimento del Consorzio agrario del Tirreno.
Le prime applicazioni in campo sono previste dalla primavera del 2027. Il percorso di ricerca, si sottolinea in una nota di Coldiretti regionale, rafforza il ruolo della Toscana come territorio all’avanguardia nell’innovazione vitivinicola e dimostra come la ricerca pubblica possa offrire risposte operative alle esigenze del mondo agricolo.
Non si tratta di una nuova specie di vite ma di una evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’oidio, con benefici anche sul fronte dell’ottimizzazione dei costi e della riduzione degli agrofarmaci, contribuendo anche a diminuire la dipendenza dall’estero.
Per l’associazione il via libera nelle scorse ore del Parlamento Ue al regolamento Ngt (New genomic Techniques) rappresenta una svolta epocale per l’agricoltura e premia il lavoro fatto sin qui da Coldiretti che con l’innovativa ricerca sul Sangiovese gioca d’anticipo dando una risposta concreta alle aziende vitivinicole e ad un comparto che genera oltre 1 miliardo di euro di valore alla produzione.
„Le nuove tecniche genomiche sono un’innovazione strategica per la sopravvivenza dell’agricoltura – spiega la presidente regionale di Coldiretti, Letizia Cesani -. In uno scenario sempre più complesso dal punto di vista climatico, sanitario e geopolitico guardiamo con grande fiducia alle nuove tecnologie che la ricerca mette a disposizione delle imprese. La Toscana, in questo senso, farà la sua parte: la prima varietà di Sangiovese sarà capace di adattarsi a questo nuovo scenario. E’ un passo in avanti che apre la strada a nuove opportunità per le imprese agricole”.



