La siccità in Valle d’Aosta sta causando, in agricoltura, una situazione più critica di quella del 2022, già considerata problematica: oltre la metà dei consorzi di miglioramento fondiario monitorati ha segnalato difficoltà medio-alte nella disponibilità della risorsa idrica.
Lo ha riferito l’assessora regionale all’agricoltura, Speranza Girod, al termine della riunione di oggi dell’osservatorio regionale tecnico-politico sulla crisi idrica.
„Sulla base delle segnalazioni pervenute – spiega Girod – il 78 per cento dei conduttori d’alpeggio prevede di dover anticipare la demonticazione di oltre dieci giorni, mentre la produzione foraggera registra una riduzione del 30 per cento”.
„Grazie al monitoraggio attivato per seguire l’evoluzione della crisi idrica, oggi disponiamo di dati oggettivi che confermano una situazione già evidente. Questo ci consente di individuare gli interventi da attuare nell’immediato e di programmare le azioni necessarie nel medio e lungo periodo”, prosegue.
Secondo i dati forniti dal Bacino imbrifero montano (Bim) non si segnalano situazioni di criticità nell’approvvigionamento idropotabile, anche grazie ai prelievi straordinari effettuati da corpo idrico superficiale, adottati per far fronte a limitate esigenze puntuali.
„Il monitoraggio continuo dei dati ci permette di valutare tempestivamente l’eventuale necessità di adottare nelle prossime settimane misure emergenziali – precisa l’assessore all’ambiente Davide Sapinet – e, allo stesso tempo, di individuare gli interventi infrastrutturali necessari per accrescere la capacità del territorio di rispondere a condizioni climatiche sempre più complesse”.



