lunedì, 8 Giugno, 2026
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I mercati internazionali dei cereali restano sotto pressione: cali grano, mais e soia a inizio giugno

Il mercato internazionale dei cereali e delle oleaginose ha continuato a registrare pressioni al ribasso venerdì 5 giugno 2026, a seguito di un’ampia ondata di vendite di contratti futures nella prima settimana del mese.

Il calo delle quotazioni del petrolio e le prospettive favorevoli dei raccolti nei principali Paesi produttori hanno contribuito al trend negativo dei mercati agricoli.

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Alla Borsa di Chicago (CBOT), i futures sul grano tenero invernale con consegna a luglio sono scesi a 213,11 dollari per tonnellata, mentre il grano duro invernale quotato a Kansas City è salito leggermente a 228,08 dollari per tonnellata. Il grano duro primaverile di Minneapolis è invece sceso a 227,99 dollari per tonnellata.

I prezzi sono stati influenzati anche dal calo del petrolio, che ha perso quasi 2,8 dollari al barile. In questo contesto, i mercati di cereali e oleaginose hanno registrato una correzione significativa all’inizio di giugno.

Secondo i dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), gli impegni di esportazione per il nuovo raccolto di grano hanno raggiunto 3,93 milioni di tonnellate, con un calo superiore al 26% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In Europa, le condizioni delle colture di grano in Francia sono leggermente peggiorate. Secondo FranceAgriMer, il 76% delle superfici a grano tenero è valutato in buone o ottime condizioni, due punti percentuali in meno rispetto alla settimana precedente. Nel caso del grano duro, la quota è scesa al 65%.

Sul mercato del mais, i futures hanno continuato a diminuire. Il contratto con consegna a luglio si è chiuso a 164,37 dollari per tonnellata, in calo dell’1,65%. Tuttavia, le esportazioni statunitensi di mais restano solide: l’USDA stima impegni di export pari a 81,77 milioni di tonnellate, il 26% in più rispetto all’anno scorso e pari al 98% della previsione ufficiale stagionale.

Anche il mercato della soia ha registrato ribassi. I futures con consegna a luglio sono scesi a 412,07 dollari per tonnellata. Nel frattempo, l’USDA ha segnalato una vendita privata di 190.000 tonnellate di farina di soia alle Filippine per la stagione commerciale 2025/2026.

I dati sulle esportazioni indicano che gli acquisti di soia statunitense del vecchio raccolto hanno raggiunto quasi 40 milioni di tonnellate, con un calo del 18% rispetto all’anno precedente. Il volume rappresenta il 96% delle previsioni annuali dell’USDA.

Alla chiusura della seduta di venerdì, il grano ha perso lo 0,3%, il mais l’1,65% e la soia lo 0,71%. La colza negoziata alla Borsa ICE ha registrato una delle flessioni più marcate, pari al 3,44%.

Sul mercato europeo, l’andamento è stato misto. Alla Borsa MATIF di Parigi, il grano tenero con consegna a settembre è salito leggermente a 201,5 euro per tonnellata (233,96 dollari/tonnellata), mentre il mais con consegna a giugno è aumentato a 218,75 euro per tonnellata (253,99 dollari/tonnellata).

Gli analisti sottolineano che i mercati agricoli restano sensibili alle dinamiche del settore energetico, alle condizioni meteorologiche e alle prospettive dei raccolti nelle principali regioni produttive mondiali.

Nei prossimi giorni l’attenzione degli investitori sarà rivolta alle nuove stime sulla produzione globale e al ritmo delle esportazioni statunitensi.

La Redazione
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